Ott 16, 2008 - Senza categoria    1 Comment

Il binario d’oro e lo shock emozionale

Alcuni esperti sostengono che una parte del cervello, quella dei sentimenti quando si è sottoposti a forti emozioni o cambiamenti si blocchi, insomma smetta di lavorare come dovrebbe e stop si va in tilt.Penso di essere stata sotto schock emozionale per anni, penso di aver vagato per autostrade in stato di incoscienza.Emozionata di aver subito forti traumi e dispetti del cervello, oggi mi metto tranquilla sulla mia sedia a dondolo, faccio il mio bel maglioncino di lana e sforno biscotti di indipendenza.Mi gestisco le parole in modo diverso, ogni giorno dico almeno un ottanta percento di parole con significati positivi, delle volte chiudo il naso e trattengo il respiro e affondo la testa nella vasca dei brutti pensieri, ma duro poco, adesso è molto più semplice.Partendo dal presupposto che in ogni direzione vada adesso ho sempre il mio bel binario d’oro che mi porta in stazioni spumeggianti e ambiziose, oggi posso dire con certezza che l’importante non è il quando ma il come.Come stono quando provo ad interpretare la canzone della “banale” vita lavorativa, come mi stendo rilassata sul mio piccolo prato di incertezze, come tu mi guardi e ed io mi senta bella, come ascolto gli accenti studiando di capire perchè non vivo più in toscana.Scelgo il come per sempre, lo scelgo perchè l’eccellenza deve diventare parte di un mio micropensiero, lo scelgo perchè voglio pensare che come me tante altre persone credono che il mio profumo sia fresco e non volgare.Oggi, gli occhioni lucidi, la bocca morbida e delle domande che mi perseguitano da quando sono ritornata piccola, mi affretto a consegnare il compito in classe, sono premuta dentro un carillon e guai a chi mi libera, sto facendo amicizia con la ballerina che sia la volta buona che mi guardi allo specchio con un tutù rosa.

“avrai il tuo tempo per andar lontano…..avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avere amato mai abbastanza…avrai parole nuove da cercare quando viene sera…..la prima sigaretta che ti fuma in bocca un pò di tosse…”

                                               

Ott 10, 2008 - Senza categoria    1 Comment

IL GIARDINO DEI SAPORI PERDUTI

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L’altra sera guidavo verso casa dopo una giornata direi quasi disarmante di lavoro ed idee embrionali, il volante che ormai scivola via da solo nelle mani, la radio accesa al massimo ed uno sbadiglio a chiudere in bellezza il tramonto, quando mi ricordo di fare la cosa più importante : pensare a mio babbo.Decido di richiamarlo, ultimamente non rispondo mai a nessuno al telefono, solo il suono mi irrita, l’orecchio è troppo concentrato durante tutto il giorno, avrei voglia di disintossicarmi un pò, comunque lo chiamo.Rimango sempre affascinata dalla sua voce,parliamo del mondo, delle grida a caratteri cubitali dei giornali, mi lamento un po di questa maledetta situazione finanziaria che toglie il respiro ed i sogni a noi poveri e scontenti trentenni.Il discorso continua per un pò,poi ci raccontiamo le nostre vite e alla fine lui conclude così: “MI DISPIACE SEI NATA PROPRIO IN UN PERIODO SFORTUNATO!”.Rimango in silenzio di fronte a questa affermazione, perchè un pò di anni fa era proprio quello che pensavo, ogni tanto mi riguardavo i film in bianco e nero quelli dove Gianni Morandi cantava “Fatti mandare dalla mamma”e pensavo che forse il mio posto era giusto lì, dentro a quegli anni 60, fatti di scoperte e  malizia, dentro a quelle estati di “Sapore di mare” dove anche una carezza aveva il sapore del proibito.La sensazione, che poi tanto sensazione non è, è che adesso si viva solamente di nostalgia.Presa dallo sconforto  appoggio la fronte al volante, ferma nel parcheggio di casa e chiudo gli occhi, scarica e demotivata cerco conferma dentro me stessa, mi ripeto che non posso lasciare che qualcosa di esterno mi rovini quello che sto cercando di costruire, incito la mia determinazione a continuare a lottare per migliorare, per raggiungere il prima possibile il mio obiettivo…..ad un certo punto presa dal trans-emozionale alzo la testa, guardo il microscopico vigneto del mio vicino e  lì l’illuminazione:se dovessi rinascere voglio essere un albero. L’altalena motivazionale oscilla, voglio pensare che ancora madre natura non sia infestata da energie finanziare negative, sì un po di inquinamento, le foglie che si perdono di inverno, l’acqua che manca d’estate, i pollini in primavera, i pidocchi provenienti dai paesi asiatici, dai qualche volta l’effetto serra che disidrata…..eccheccazz…neanche come pianta posso stare tranquilla……e così chiudo la telefonata con un:”SAI COSA?? E MENO MALE CHE PER ORA C’E’ LA SALUTE….EEEEEETCI'” “SALUTE GENNY”.

                                                               

Ott 8, 2008 - Senza categoria    1 Comment

Le piccole soddisfazioni garantite

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Che bontà! il pezzettino di pane che pulisce il piatto e poi vola in bocca con tutto il sapore che è rimasto,quella camminata a piedi scalzi sul pavimento di casa, e mangiare le patatine fritte con le mani.Mi appoggio con gusto alle piccole sciocchezze quotidiane,quelle che ti danno nient’altro che il piacere sublime di un secondo di trasgressione.Mi rotolo giù come un sacco di patate da questa collina di desideri,e mi accorgo che oltre il dirupo c’è un mondo speciale, fatto di sabbia e montagne.E mi attacco alla bottiglia, quando sono da sola bevo a piccoli sorsi.Sono i miei segreti,quelli che vorresti scoprire insieme alle debolezze  quelli che ti fanno pensare che IO non potrei mai fare certe cose. Perchè in fondo sono una donna tranquilla.E poi le mani, toccare tutte quelle bottiglie di shampoo al supermercato, accarezzare i tessuti, la buccia liscia delle mele, la scorta inesauribile di sensazioni che fai quando viaggi, quando il corpo si trasporta ancora più lontano, quando la mente sente nostalgia di casa.Mi manca decisamente viaggiare,è una di quelle cose che ho dovuto mettere da parte da quando ho deciso di crescere, costa troppo o forse ero stanca di muovermi sempre, adesso ho un nido e mi posso un attimo riagganciare alla terra.Trema il mondo quando mi concedo il lusso di mangiare sul letto, provo quel gusto del proibito, mi metto con le ginocchia strette e mastico piano…che sapore! certi cibi danno più gusto se assaggiati in luoghi diversi. Ma poi mi chiedo se è mai possibile che ogni tanto mi senta così scontata?, alla fine le mani in mezzo al riso ce le mettono tutti, e tutti una volta nella vita si sono messi anche le dita nel naso,non per questo provano i brividi lungo la schiena.Sono piccolo soddisfazioni, fa parte di un mio progetto che prevede che una volta al giorno mi dedichi qualcosa e così ormai lo faccio da tempo e se non ci riesco il giorno dopo inizia decisamente male.Ieri mi sono regalata una serata di “NON STIRO”, oggi sono ancora indecisa….che poi è più l’attesa nello scegliere che la gioa dell’agire.

* precisazione: da quando c’è feisbucc tutto il resto è noiaaaaaaaaaa!

Ott 7, 2008 - Senza categoria    No Comments

Da grande voglio diventare Meryl Streep

                                               

 

Chi Vince Prende Tutto
Non voglio parlare
Di quello che abbiamo passato
Sebbene mi ferisca
Adesso è storia
Ho giocato tutte le mie carte
Ed è quello che hai fatto anche tu.
Non c’è più niente da dire
Nessun asso da giocare ancora

Chi vince prende tutto
Chi perde si sente una nullità
Accanto alla vittoria
Questo è il suo destino

Ero tra le tue braccia
Pensando di appartenerti
Credevo avesse un senso
Costruirmi un recinto
Costruirmi una casa
Pensando di essere al sicuro
Ma sono stata una sciocca
A giocare rispettando le regole

Gli dei tirano i dadi
A mente fredda
Mentre c’è chi quaggiù
Perde qualcuno di molto caro
Chi vince prende tutto
Chi perde deve cadere
E’ semplice e chiaro
Perché dovrei lamentarmi.

Ma dimmi, lei ti bacia
Come ero solita fare io?
Si sente la stessa cosa
Quando lei ti chiama per nome?
Da qualche parte nel profondo
Dovrai pur sentire che ti manco
Ma cosa posso dire
Le regole vanno rispettate

I giudici decideranno
Quelli come me sopportano
Gli spettatori dello show
Restano in platea a guardare
Il gioco continua
Amante o amico
Tanto o poco
Chi vince prende tutto

Non voglio parlarne
Se questo ti rattrista
E posso capire
che tu sia venuto a stringermi la mano
ti chiedo scusa
se ti rattrista
vedermi così tesa e sfiduciata
ma vedi,
il vincitore prende tutto
il vincitore prende tutto..


Ott 6, 2008 - Senza categoria    No Comments

Saranno famosi


Ott 6, 2008 - Senza categoria    No Comments

Quando finisce a tarallucci e vino

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Trattengo sempre un pò la pipì, finchè non ho la vescica che si mette in ginocchio e mi chiede pietà, lo faccio per non perdere neanche un discorso, lo faccio per non perdere il senso logico della passeggiata.Lo faccio almeno da quando ho iniziato ad uscire con i ragazzi, eh sì perchè alla fine mentre sei lì che ti sei sistemata tutto un pomeriggio, prove e non prove, cose rovesciate sul letto, scarpe che giocano a calcio nella cameretta, ce n’è sempre una in fuori gioco che si perde sotto tutto il resto,insomma dopo che ti sei addobbata come un albero di natale…alzarti dal tavolo per andare in bagno diventa un caso di stato per il tuo cervello.Poi ti innamori e la storia cambia.Alla fine si conclude sempre a tarallucci e vino,una storia diventa questione di complicità, diventa lui a guardare la tua espressione “tesa” e ti chiede: “genny per caso ti scappa la pipì?”….sono un libro aperto, sul mio viso si può leggere il mio oroscopo di domani…ma che bello però il primo appuntamento, quando saltelli sul divano fino a quando non giunge l’ora…se ci penso mi piacerebbe rivivere tutti i miei primi appuntamenti, insomma se penso a certe persone, a come si pongono quando devono invitare una donna a cena mi faccio delle gran risate.Ma non solo gli uomini anche noi donne, ce ne sono alcune che sperimentano e si infilano addosso cose improbabili, altre che tentano di nascondersi sotto mascheroni di fondotinta, bella forza quando uno si mette una maschera per non essere scoperta, poi ci sono quelle che si mettono a sedere e non mangiano, e poi si abbuffano a casa quando sono da sole.Siamo strane, siamo senza dubbio più pericolose e perverse di certi uomini, siamo simili alle sottilette,l’umore dipende dalla temperatura, che poi io dentro ad un toast mi ci vedo proprio bene.Provocante e incessante la paranoia femminile si insinua nei cervelli monopattino degli uomini ed è lì che iniziamo a calpestare quei due fili d’erba, piccoli e semplicemente “stabili”.Sono una donna e per questo INSTABILE, non mi accontento, guardo avanti e aspiro ogni giorno a quel qualcosa in più,nella mia instabilità mici voglio cullare, voglio potenziare il mio livello di “robe strambe” da fare e da dire.Perchè la bellezza delle donne sta proprio nel fatto che non dicono sempre tutto di quello che pensano.E adesso scusate ma cerco la mia parte del letto preferita, che con tutta questa confusione mi sono dimenticate quale fosse.Che poi cantuccini e vinsanto sono la morte sua!

Ott 5, 2008 - Senza categoria    No Comments

CI AMIAMO A SQUARCIAGOLA

                                                                        

Voglio un microfono, mi voglio mettere in piazza e attirare l’attenzione, lì proprio sulle scale del duomo, io, con un abitino corto e gli stivali alti, essere al centro dell’universo e attirare l’attenzione.Sarò un uragano che ti passa davanti e stravolgerà la tua esistenza, sarò la pioggia quando cade calda e tu ci stai sotto urlando “VOGLIO ESSERE AMATA”, ti verrò a prendere in quei posti del silenzio, dove ti nascondi per non farti trovare, sarò vino quello che scende fino al cuore e riscalda la punta del naso d’inverno.Datemi un micorfono per parlare almeno un minuto di come ci si sente quando un viso e degli occhi ti mettono a testa in giù, quando stare a sedere su uno sgabello ti fa sentire più importante di una regina. Prendermi cura di ogni piccolo particolare, un cucchiaio di nutella e le labbra calde dove appoggiarmi quando rido troppo. Certe volte mi sento così viva che non basterebbe una notte per raccontarlo, certe volte salterei a gambe unite dentro una bolla di sapone, certe amiche ti stringono così forte che potrei perdermi in loro.SILENZIO, vi parlo delle ore che trascorrono e che se non afferri la lancetta arriva subito il momento, quello di quando potrai solo ricordare, quello dove le mani tremeranno al pensiero di certe emozioni,e  allora VIVI, vivi anche se a volte  mi frenerò piangendo pensandoci, vivi, nei pedali di una bicicletta, in un pallone che vola più in alto di altri, vivi la mia vita.Signori e signore sono io, sono fatta così canto anche quando dovrei stare zitta, urlo perchè altrimenti il cuore si stacca dal corpo, lo stomaco prende tutto così e lo modifica in un bel PORCA MISERIA SE SPACCHEREI IL MONDO!

La canzone la dedico a quella SCAPESTRATA della genny alle sue amiche matte, a queste domeniche dove vale di più un espressione di stupore che tutto quello che ci si aspetta dalla domenica in sè…..ah dimenticavo: ” l’importante è amare, ogni altra forma non è da prendere in considerazione”

Set 28, 2008 - Senza categoria    1 Comment

ORECCHINO SINGLE

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Almeno di un record sono la vincitrice, IL RECORD dell’ ORECCHINO SINGLE.Ho una scatola piena di orecchini single, è matematico che dopo poco perda un orecchino, se sono fortunata lo ritrovo qualche giorno dopo, lungo la strada, in auto, sul marciapiede davanti al lavoro,è qualcosa che fa parte di me, prima mi arrabbio ma dopo un po ci rido sopra, sono fatta così, dovrei imparare a comprarne almeno due coppie, dovrei riuscire a non perderne più.Dovrei fare tante cose e puntualmente rimando perchè la priorità va sempre ad un bel sorriso, un abbraccio o solamente a contemplare.Sono nel torto, me lo sento, sono dalla parte di quelli fatti male, quei pigri che si piangono addosso, che mangiano sul letto, che passano la domenica ad impastare per vedere se le brioches vengono buone solo alle pasticcerie.Ed il mio entusiasmo va a farsi fottere, mi piego ad un cielo più grigio di altri, alla constatazione che non si può avere tutti la stessa espressione o lo stesso modo di reagire a gli eventi.Lemie brioches nel forno, quel segreto da lasciare nel libro delle ricette, un fastidioso tormento dietro la mia posizione fetale e la febbre che continua a disturbare la quiete.MI sentirei meglio se non dovessi alzare l’occhio dal cuscino per spiegare che questa volta sto veramente male, mi devo giustificare di un dolore, perchè poi mi passa di mente, e non mi ricordo di essere stata per un lungo periodo ….”particolare”. Che bello sarebbe avere scatole piene di orecchini singles, che bello sarebbe avere tutte le scarpe mischiate dentro a delle ceste e ad occhi chiusi pescare, e non per questo sentirsi più diversa di altri.Se non fosse domenica oggi penserei di vivere in un incubo, è da giovedì che sono sdraiata nel letto, mi sento di vivere per metà….mmm credo che assumerò uno psicologo…..tutti quei poveri orecchini singles come si possono sentire tutti soli???

Set 26, 2008 - Senza categoria    No Comments

La fiaba di Rudy la farfalla

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Gioco a nascondino da sola, mi nascondo sotto il piumone, e poi “TANA…TANA PER GENNY”!,un colpo di tosse che dura una notte mi costringe a mettrmi nel mio bozzolo, li sul divano di pelle, ho solo la testina spettinata fuori, mi ingoio miele come se fosse coca cola, e sto appoggiata, così, al riparo dalle mine-antiuomo.Mi arrabatto per passare un po queste ore, il telecomando cade e fa un rumore assordante, tuto rimbomba nella stanza ancora vuota per scelta obbligata.Ma poi chi ti obbliga a mettere dei mobili, insomma che moda è quella di inserire librerie o altro, le farfalle non hanno scaffali e mobili per la tv,non è tanto lo spazio vuoto che mi da fastidio quanto il caos silenzioso del vuoto.Fare un salto nel vuoto, senti che suona male, se devo saltare salto su un materasso, su qualcosa di morbido…il vuoto sa di scomodo e duro, il vuoto ha il sapore delle brioches del giorno dopo.Procedo nel mio buio, fuori poca luce,la camomilla….la camomilla, non è altro che acqua colorata, che poi potresti  mettere dentro anche fiori diversi, le violette selvatiche per esempio, pensa che bello sarebbe bersi la camomilla viola,che poi potresti anche intonarla al colore delle tazze,eh certo sono le 5 del mattino , hai una tosse che ti toglie il respiro e l’unico pensiero è quello di abbinare la tazza all’infuso.SONO FUSA, fusa da questo starmene per i fatti i miei a pensare, fusa dalla camomilla bollente, da una considerazione più stordita dell’altra.Mi prenderei le mie ali stasera, ma ho paura di svegliare l’amore, mi prenderei le mie ali rosa e volerei un po sopra il letto di mia zia Laura che mi ha scritto un sms dicendomi “mi sono tagliata i capelli alla Katie Holmes” e non ho capito se è stato qualcosa di bello o di brutto, poi visto che sono in zona passerei anche da mio babbo che mi fa troppo ridere quando risponde al telefono..”PRONTO..GENNY CHE E’ SUCCESSO??”……no sono io che ti chiedo cosa è successo visto che mi hai fatto uno squillo alle 7 e 15 del mattino…avere la famiglia un po distante a volte significa incantarsi davanti ad un muro bianco per ricordare il colore degli occhi ed i sorrisi ,quelli belli, con i denti che si vedono e gli occhi grandi, avere una famiglia speciale e lontana significa non potere alzare la cornetta per chiedere: “ho la febbre, decidete chi viene a farmi il purè con l’hamburger”, mi sono fermata lì, probabilmente se li avessi tutti qui non chiamerei nessuno,ma a Rudy la farfalla piacciono le coccoline e non ci si può far niente…quando rimane senza inizia a mettere il mondo sottosopra.L’amore per le persone è la chiave del mondo ed io non posso permettermi di perdere quella chiave, me la sono attaccata al collo e aspetto un angelo che mi preparerà riso in bianco ed occhi intrisi di ogni bene.Vieni presto che io sono qui che ti aspetto!

Set 25, 2008 - Senza categoria    2 Comments

sfiga o destino?

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Potrebbe essere sfiga che dopo un po di mesi mi prendo un bel lunedi di ferie e tre giorni prima il dottore mi dice che mi farà un certificato per lunedì compreso, perchè la tosse è brutta, faccio un fischio strano…e pensare che non mi è mai riuscito fischiare, faccio le bolle con la saliva, cammino a papera, ma fischiare proprio non sono capace.Potrebbe essere stato anche destino, quel giorno che mi sono accorta di essere diventata donna e che la speranza di diventare alta un metro e ottanta stava annegando dentro a miriadi di problemi futuri.Ci sono giorni di destino e altri di sfiga, ma la cosa strana è che lo sai solo quando i giorni sono finiti , trascorsi, già appoggiati nell’album dei ricordi.Perchè il gioco è semplice, tu sei li che mangi il tuo riso in bianco e l’occasione ti passa davanti e dipende dalla febbre, da quante rughe hai sulla fronte, dalle sopraciglia aggrottate, e lì hai un 50%, se decidi che è sfiga ti rovinerai il trucco, e se decidi che è destino starai alla porta ad aspettare.Non esiste una medicina per curare quegli spezzoni di vita dove hai accolto le occasioni credendo fossero sfighe, hai aggiunto un tassello all’esperienza ed un inkazzatura in più nelle tasche.E quella storia dei treni che passano una volta sola..mmm a quella proprio non ci credo più,ogni attimo ha il valore di un treno, e c’è sempre tempo per partire, per recuperare l’errore, per riprendere un desiderio e farlo ancora tuo.Allora sfiga o destino quando ad un certo punto sei li che corri e corri e ti accorgi di non essere arrivata ancora da nessuna parte, poi guardi l’obiettivo e lo trovi chiuso per ferie!

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