Apr 10, 2009 - Senza categoria    No Comments

SELEZIONE INNATURALE

 

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sono triste e magari qualcuno sarà anche curioso, perché la tristezza fa audience. La tristezza alza le probabilità che qualcuno si incuriosisca e reagisca di conseguenza  al tuo umore con una bella frase del tipo “ sembri sempre così sorridente, sospettavo che non fossi realmente felice”.Ma non è così, quelli della mia stessa specie rimbalzano tra le stelle e le stalle a ritmo del cursore sullo schermo, è sempre il solito racconto che si ripete. Oggi sono triste e sto cercando l’errore, dove sta quel  file che è da riaggiornare con dati più autentici e distinti. Speravo di sapere come sono fatta, e invece mi ritrovo a pensare che mi sono costruita sbagliata, l’ennesima volta sbagliata e incompleta. Un po come montare il contenuto delle scatole che impili sul carrello dell’ikea, quando vedi l’oggetto nella sala mostra te lo immagini perfetto per la tua casa, quando poi lo vedi smontato sul pavimento ti sembra davvero che si sbricioli e diventi polvere di legno. E riparto, tutte le volte dalla mia polvere, cerco granelli sparsi in ogni casa che mi ha accolta, in ogni libro che mi ha imprigionata, in ogni penna nera ad inchiostro liquido che ho dimenticato su un tavolino di un qualsiasi angolo. Sono solo disordinata, solo viva e disordinata, sono innamorata della mia casa e la uso come rifugio dove appoggiare i piedi stanchi, come forno per le mie torte e anche come scusa per salutare gli amici. EPPURE VIVA. Ma questo non basta. Ma questa mia presenza assenza non fa famiglia. E’ certo che non lo fa, ma io non lo posso sapere e chi  mi conosce lo sa. Sono confusa, di quel confuso che mi si appoggia sulle ginocchia. E la terra trema, e le persone vedono i loro sogni  sbriciolati con le macerie, disperati e affranti, impotenti e disorientati, seduti davanti ad una sistemazione di fortuna ed il posto in prima fila che si affaccia sul disastro. Mi sento leggera e non va bene, il fatto è che quando sono pesante affondo e non va bene. Così mi ricompongo in una me fitta fitta di buoni propositi di uguaglianza ed equilibrio, perché la ragione sta nel mezzo, e la giusta misura non reca danni a nessuno. E raccontatela ancora genny. Sono triste oggi e non voglio sapere la percentuale degli ascolti. Peccato che ad ogni mia “ricostruzione” alla fine avanzino sempre dei pezzi, ma se lo fa Ikea lo posso fare anche io.

 

 

Ho messo le impostazioni sbagliate, ma non vuol dire che non le posso cambiare. Metto su Off e domani provo a riaccendermi.

Apr 4, 2009 - Senza categoria    No Comments

Le fasi della mia vita

E’ da un Business Center nella hall di un Hotel nella periferia di Las vegas che raccolgo un pensiero fugace.E’ dal vento che ieri sera ha spettinato i miei pensieri, da quelle luci che nonostante il brivido riscaldano le mani.E’ dal riassunto che in questi giorni ho sottolineato, dalla perspicacia che mi fa sempre cadere nel monotono.E’ dalla mia vita che si sta colorando.E’ dalla mia voglia di ritornare e fare ancora meglio.E’ da qui che ti scrivo e che riparto.Sono quelle fasi della vita che si raccolgono dopo aver seminato.E se li’ e’ primavera tra poco sara’ tempo di raccolto.

E’ da qui che volo per tornare!

Mar 6, 2009 - Senza categoria    No Comments

Spicciolata di liberi pensieri teneri

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Apparentemente non ha un valore , una monetina colorata d’oro è le mia piccola e solitaria salvezza alle carenze di tenerezza che mi prendono duranta la mattina.Quando esco dalla scatolina mi sento un pò traballante, insicura diciamo pure svampita.Come una pannocchia, che strappata dalla sua pianta continua a vivere e si trasforma, come il pop corn che ha un sapore più buono quando scoppietta nella padella di casa, ed il profumo se si potesse salvare dentro a un barattolo lo farei.Sono Genny dalle scarpe verdi, col mento appoggiato ad il palmo della mano che pensa a come dare una definizione a questa vita che si prospetta più interessante del previsto.E tra le stelle che questo cielo aperto mi regala mi coccolo tra le chiacchere di grande amiche e solo un pensiero mi rimbalza in questo sensazionale firmamento:come si fa a stabilire il valore delle persone che ti stanno vicino senza togliere nemmeno un secondo di respiro a noi stessi?ne approfitto della riflessione per bere un bicchiere di vino in più, e dedicare liberamente la mente a qualcosa di più frivolo: la vita ce la costruiamo e nessuno si può permettere di venire a sabotare le fondamenta.C’è una stella in più che ci guarda, è quella piccolina che per adesso brilla piccina, c’è un viaggio di amore alle porte e la mia parte maschile che vuole difendere il territorio.C’è un aereo ed il mio panico che adesso è solo un ricordo annebbiao.Ieri ti ho sussurato qualcosa di grande ed importante e tu con le guance rosse hai sorriso.Pensa a quanti spiccioli dovrai tirare fuori quando diventeremo una grande famiglia!

Feb 22, 2009 - Senza categoria    No Comments

Alla fine è vita

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Il pigiama stropicciato,e ancora il segno sul cuscino nella guancia, certe domeniche mattina sarebbero da incorniciare, altre, come questa, sarebbero solo da archiviare tra le cose alle quali si può anche rinunciare.E’ arrivato un messaggio nel telefono, si tratta di morte.Si tratta solo di stare in silenzio, con il telefono tra le mani, a sedere sul bordo del letto e pensare se esiste una risposta adeguata per rispondere a questo messaggio.Mio babbo una volta mi ha detto che il valore della morte è uguale a quello della vita, ricordo che ero rannicchiata sul letto, con il respiro che sbatteva nella gola e tremavo per paura di morire, non gli ho creduto.La nascita porta in tutti una gioia infinita.Fatalità ha voluto che proprio ieri sera sia arrivato un altro messaggio, quello parlava di nuova vita.Forse sarebbe il caso di valutare l’idea di un questionario, quando nasci rispondi a delle domande del tipo sei contento? cosa pensi che combinerai qui sulla terra? quanti anni pensi che rimarrai?, e poi alla fine valuti il tuo punteggio e se sei riuscito a fare tutto quello che desideravi allora sì che puoi morire altrimenti col cavolo, prima mantieni tutte le promesse che ti sei fatto poi lasci il mondo in pace.Tra un respiro e l’altro partono pensieri senza fasi nè lune, sono di quei pensieri instabili, dati dallo smarrimento del momento.Certe “causa ed effetto” non vengono a caso, e così mi ritrovo con la passione per la Romagna anche perchè da piccola René mi prendeva in giro perchè chiamavo le stelle con la “é” chiusa, e adesso ci penso e forse fino a ieri l’avevo dimenticato.Sono confusa, e non posso negare che sto cercando di traformare il dolore in una completa rassegnazione, senza anticonformismi ma con un carico pesante di retorica mi dico: è la vita.Dentro alla fine di ogni perona c’è racchiusa una vita intera,diventiamo scrigno, energia,e forse anche “solo” rinascita.Ma Dio lo sà che ancora non ritengo la morte uno dei suoi doni?

 Alla mia, da sempre, famiglia parallela, e alla nuova “stèlla” dello zio René

Feb 10, 2009 - Senza categoria    No Comments

Scansionami l’anima

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Mi esprimo.
In che cosa consiste il concetto di famiglia?
Se qualcuno lo sa me lo può spiegare, perchè io ho una grande confusione in testa, spesso sbaglio il mio gatto per mia sorella.
Mi esprimo.
La mia famiglia è di nuova generazione, ci scansioniamo l’anima e ce la inviamo con un pdf,
la mia famiglia è dentro una webcam e mia nonna mi accarezza da uno schermo.
Mi esprimo.
Feb 7, 2009 - Senza categoria    No Comments

Un americano con tanto ghiaccio per il mio bonsai

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E pensare che se non pensassi potrei affogare tutto con un americano.Cronaca di un disastro annunciato: quello di un amica corrotta da uno stupido contorno ed un uomo che non è in grado di diventare grande.Sembra la storia che si ripete un crescente addio che echeggia dentro l’electronical music.E pensare che se non avesse pensato si sarebbe ritrovata nella stessa situazione: guardare la stupidaggine delle donne quando si contengono una preda.E’ peggio di un documentario del national geographic, quando la telecamera fa lo zoom su una carcassa e del sangue spento.Quando la legge della non natura si difende a suon di parole, sempre le stesse e mai con lo stesso senso: sei tu e rimarrai un bel ricordo.Mi scalpita l’anima, e mi sveglio con la testa pesante, le sopraciglia pronte al combattimento ed il mio bonsai che ogni giorno mi regala nuovi spunti e rametti verdi.E’ così, a trentadue anni ho deciso che il mio colore preferito sarà il verde.Che cosa si regala ad un amica che sta recuperando pezzetti di vita? che speranze si possono mettere dentro ad una borsa? Arriva, riparte.Che strategia sto giocando?…non mi capisco, io sono felice e tutto intorno la guerra, io che saltavo sulle mine antiuomo , che pensavo che tutto non avesse un senso, come faccio a spiegare che poi tutto cambia, poi tutto si rilega e sta dentro in una scatola in garage? domande di un bonsai ubriaco.

VERDE MIRIAM, VERDE SPERANZA.

Feb 4, 2009 - Senza categoria    4 Comments

In my sky

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Ci vuole calma e lucidità.Perchè se metto insieme tutti i punti non viene ancora fuori un disegno nitido.Ci vuole un istinto magico e le gambe ben piantate sulle nuvole.Per essere brava a scappare ad aver preso il primo passaggio utile.Che poi i legami si legano ad un “ciao” stretto tra le mani, e lo sguardo che non sostiene più l’altro sguardo.Mi ci è voluta l’incoscineza di quei pochi panni nella valigia dalle ruote incastrate e spaesate.E poi e ancora poi dei messaggi in un telefono ormai destinato altrove.E mi ci è voluta anche una buona dose di “culo”, quella che si chiama normalmente fortuna sfacciata perchè producevo miele e vendetta, miele e discorsi ingarbugliati.Mi ci sono voluti anni, un po di tagli nuovi di capelli, il periodo punk, quello funky ed anche un pò di buonismo immaturo.E non sapevo che i tulipani si aprono troppo in fretta, il vino buono fa bene sul serio al sangue,che parlare di cose futili allunga la vita, che le scarpe scelgono te e non il contrario, che quello che ti si opponeva diventerà un giorno tuo complice.Ho visto INTO THE WILD  e la ferita si è riaperta.Credo che non basti una vita per fare pace con se stessi.

Gen 30, 2009 - Senza categoria    No Comments

JOB DESCRIPTION

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Sono sulla mia barchetta con la vela in “tela” di giornale, precisamente rosa ,come, anzi della gazzetta dello sport.Ho un remo che va e l’altro che ha bevuto red bull e gira come un gatto impazzito dietro ad un topo.Ho un cappello a fiori e l’aria fischiettante di chi incosciente e piena zeppa di nuova responsabilità si adegua a quelle onde lunghe che ti spostano lo stomaco al posto delle tonsille.E gli occhialoni rossi a forma di cuore che riparano la vista dal sole e da tutta la bellezza che si prova a non portarsi sempre il lavoro a casa. Perchè è di lavoro che si parla, perchè è di cuore, e di sostanza.Ho la stiva piena  di entusiasmante impegno ed un brevetto di donna con passato diturbato, siamo in tante lo so, siamo tante in questo mare in amore.Il mio mezzo marinaio si chiama “stanne fuori” e non ho mai capito quale fosse il nome e il cognome.Sono a piedi scalzi e scruto l’orizzonte, l’America l’hanno già scoperta,io sono solo di scorta, ma non mi accontento e mi faccio domande per non finire in bocca agli squali.Sono semplicemente assorta, dalla mia inconsapevolezza delle mie capacità,e gioco a fare la grande con un pò di non coraggio e la mano che sfiora dolcemente l’acqua e la testa che si chiede se questo viaggio avrà mai un ritorno.Ho una spiga di grano tra le labbra e canticchio senza ritegno una vecchia canzone di Mina.Sono in vista , non mi muovo molto, sono in fase acuta di sperimentazione, sono agganciata ad un ancora mobile.Sono una viaggiatrice strambalata con la punta del naso all’insù e le forbici per inaugurare una nuova parte di orizzonte.Sono solo sospettosa e pronta per prendere aerei e nuvole.

Gen 22, 2009 - Senza categoria    No Comments

Il rifugio

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Che maledetta voglia di estate in questo inverno meraviglioso,e pensare che era novembre.Torna a casa che è già troppo che non respiri in questa stanza.Era novembre e tu avevi gliocchi tristi, una cosa “importante” che non riuscivi ad ingoiare e i miei occhi appesi alle tue labbra.Io ero distante dall’essere donna, i capelli lunghi e insicuri, le mani che tremavano e neanche l’energia per saltare sul divano dalla gioia.Nella vita ci si incontra e  ad ogni scontro imparo che c’è sempre tempo per piangersi su.E’ stato quando mi hai detto che mi avresti aspettata vicino alla fontana che ho capito che qualcosa di buono insieme l’ avremmo fatto, è stato quando ti ho urlato che il cuore mi si era bloccato e non dava più segni di vita che ho capito che non si può imparare senza la paura, che si può sbagliare e da lì ripartire.Ho voglia dell’estate quella che ci fa prendere la moto e correre al riparo,e meno male che esiste l’inverno ed i miei piedi freddi, l’inverno e le giuste conseguenze dell’amore.Era dicembre e ne sono già passati quattro, era la tenerezza che mi faceva prima pensare che forse un futuro non me lo meritavo e che forse un rifugio ero io e mi bastavo.Le stagioni si rotolano sul prato aiutate dal vento, io mi gongolo come il gatto al sole e quel dipinto finiscilo tu che io sto proprio bene così.E’ tardi ritorna che da quando hai messo quello spazzolino lì non te ne sei più andato, io che non dormivo e tu che ti sentivi un po meno responsabile, e quella storia degli animaletti strani è nata solo perchè il tuo ridere era da registrare, registrare e risentire, risentire e metterlo come colonna sonora di questa sera rannicchiata nel punto più strategico del nostro rifugio segreto.Click! spengo la luce e ti aspetto seduta sul bordo di questo impacciato viaggio!

 

A chi si è innamorato.

Gen 17, 2009 - Senza categoria    No Comments

Metà di una metà

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Sono una solitaria, un lupo solitario che quando non ha voglia di parlare lasciarebbe il suo telefonino in lavastoviglie.Che male c’è? che male c’è se mi aggrappo ad ogni occasione pur di non rispondere e non intervenire.Sono una chiaccherona, di quelle galline logorroiche che sorridono ad ogni battito di ali, sono la primavera, il risveglio dei sensi, il risveglio dei sensi di colpa del sabato, quando dovrei prendere il telefono e sfruttare almeno mezza giornata a chiedere alle persone lontane:”come va? butta male o butta bene?.Sono un dibattito acceso con me stessa, il peggior specchio della casa, il caffè mai bevuto e adesso principale evento mondano.Sono la piccola cimice nell’orecchio, e più vi penso e più sto male e più sto male e più mi allontano.Ed il più delle volte mi assento e mi penso.Sono l’egoista quella che ha riscattato una parte della vita e adesso la protegge a spada tratta.Sono la luce immersa nella mia orchidea piegata, che vi amo è scontato, che i miei occhi si illuminano al solo pensiero è storia che si ripete e mi coinvolge.

Sono un cioccolatino che si scioglie sulla lingua, quando rimane quel saporino  buono e anche se la sete chiama è più forte il desiderio di dolce.Sono con voi anche se la mia voce non passa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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