Apr 21, 2010 - Senza categoria    4 Comments

NOVANTOTTO

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Piccolo tartarugo, sono trascorsi già 98 giorni dal giorno in cui hanno deciso che era arrivato il momento che uscissi a vedere come si sta in questo universo, tu non saresti uscito e adesso capisco il perchè.Sei un bimbo pigro, pacato,tu e la tua ranocchia Valentino vi fate delle dormite da record e tutti mi chiedono come sia possibile…io alzo le spalle e parlo di fortuna.In Novantotto giorni hai superato indenne il primo vaccino, il primo bagnetto in piscina ed una vacanza strepistosa al lago dove la mamma ha perso il tuo coniglio Nillo, ma tu sereno e tranquillo vai avanti lo stesso succhiando il naso di un topolino o cercando di infilarti a forza tutto il pugno in bocca.Stai pian pianino facendo le tue prime scoperte, moduli la voce prendendo note altissime e te la ridi beato quando mi avvicino per darti un bacio.Hai novanotto giorni ed un mondo fantastico da esplorare, hai la fortuna di poterti stupire quando vedrai un colore che non avevi mai visto prima, potrai assaporare cose nuove e decidere se preferisci il dolce o il salato, proverai un brivido forte la prima volta che assaggerai il cioccolato e quando potrai mettere tutte e due le manine dentro la tempera per fare le impronte su un foglio, e in tutto questo il tuo viso sarà pieno di stupore e soddisfazione.Ed io mi appoggerò beata alle tue emozioni, facendomi cullare dal suono delle tue risate o del tuo pianto e da adulta, quindi non più allenata allo stupore, mi lascerò trascinare nel tuo immenso mare rivivendo, da spettarice, la mia infanzia e certi profumi dimenticati o solo lasciati invecchiare in qualche parte dell’anima.Caro piccolo e forte nano grazie per questi primi 98 giorni e grazie per il bambino che sei: così delicatamente di amore.

Apr 7, 2010 - Senza categoria    No Comments

Insolite solitudini

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Rimanere così tanto tempo fuori dal giro non è poi così disastroso, se non ci fossero quei momenti di insolito silenzio dell’anima, quelle fasi di standby dove apparentemente sembra che il corpo e la mente non rispondano a nessun segnale.Ferma, immobile sul divano, con mille e passa pensieri che scorrono ma non ho la forza di afferrarli.Rimanere fuori dal giro dei rumori, del movimento del telefono che squilla, delle giornate troppo corte, delle corse per timbrare, dell’essere a tutti costi in forma perchè altrimenti chi esce più di casa.In un certo senso è come se quello che eri prima si limitasse ad essere qualcosa che doveva per forza anadare bene a gli altri, magari l’ho sempre saputo, ma questo silenzio,e la scarpiera con le mie decoltè colorate questa mattina me l’hanno ricordato.Mettersi in discussione ogni giorno come donna innesca un meccanismo insolito, se poi riesci a metterti in discussione mancando dal lavoro ormai da quattro mesi potresti vincere il premio della più “insensata” del momento, una madre ha pochi diritti, una donna ne ha ancora meno.Eppure non mi scoraggio e penso di aver fatto fino ad oggi un lavoro grandioso, esisterà un tempo dove mi dovrò rimettere in discussione, uno nel quale mi rammaricherò di non aver dato più tempo alla famiglia, esisterà un tempo dove sceglierò la cosa sbagliata e nonostante tutto sarò convinta di aver fatto la scelta giusta.Oggi un insolita solitudine ha pervaso per un attimo la testa ma per fortuna un mugolio da dentro il lettino mi ha distratta e mi ha ricordato che la solitudine è solo un vecchio ricordo.

Arrivooooooooooooo!

Mar 30, 2010 - Senza categoria    1 Comment

A piedi nudi

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All’improvviso quest’anno mi è presa voglia di sole.Strano per una come me che ha sempre ceduto al fascino dell’inverno e delle giornate di pioggia.Rovesciamento di tendenza dentro la mia testa, che ultimamente accusa molto il fatto di aver creato una vita e di dipendere essenzialmente da questa.Mi sento stregata dalla luna, un po come appesa ad un filo senza la possibilità e la voglia di ribellarmi.Mi concentro al meglio sulle mie esigenze, mi sforzo di dedicarmi un po di attenzioni ma alla fine ci ricado: ci sono due piedini nudi che si muovono nell’aria e non resisto. Mi chiedo spesso come sia cambiata la mia vita e la risposta è sempre quella: la vita non cambia, la vita prende sfumature diverse, la vita dipende dal sorriso spontaneo di un altra vita che ad un tratto diventa più importante della tua.Enrico ha due mesi e mezzo, viviamo in simbiosi ormai da quasi un anno, abbiamo imparato a conoscerci, io lo guardo e capisco di cosa ha bisogno, lui mi guarda ed io non capisco più niente.Enrico è un bambino riflessivo, si guarda intorno e cerca di orientarsi,Enrico è un bambino indaffarato pedala nel vuoto quando non c’è di meglio da fare,Enrico ha rubato il meglio di noi due, stupidi genitori che si emozionano a pensare ai suoi progressi quotidiani. Diventare madre è come vincere un olimpiade e continuare a vivere sul podio,è come innamorarsi ogni giorno, come mangiare pacchetti pieni di caramelle gommose e non avere il mal di pancia, come chiudere gli occhi e ritrovarsi in un attimo in un atollo in mezzo al mare.

Sono scalza come ho sempre sognato,libera di esprimere tutta questa gioia incontenibile.

 

Feb 10, 2010 - Senza categoria    1 Comment

quattordicigennaioduemiladieci

 

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Sono passati 26 giorni e ancora non riesco a scrivere di qualcosa che non si può descrivere.

Tu che dormi ed io che immobile non riesco a togliere lo sguardo dalle tua mani, così apparentemente piccole ma già così forti nella presa.. Non voglio scrivere del nostro segreto, il segreto di noi tre, di una notte lunga e infinita, di te che ti stavi preparando e non saresti mai uscito, del grande uomo che è stato tuo babbo, della sua mano che mi accarezzava e delle parole di conforto sussurrate vicino al viso.Sembra così lontano adesso quella sofferenza, è come se qualcuno fosse entrato in punta di piedi nella mia testa e avesse spolverato via il ricordo del dolore.

Forse non dovrei più scrivere niente, in fondo scrivevo di emozioni e la tua vita è stata l’emozione più grande, il culmine di qualsiasi altra sensazione, la scossa di energia più forte, l’apoteosi che vista con gli occhi di oggi fa risultare tutto il resto, tutto il passato, quasi privo di ogni senso.Stringerti per la prima volta, in tutto quel frastuono intorno,ha fermato ogni sorta di tempo, mi si è bloccato il cuore e tu con gli occhi sgranati era come se sapessi già chi ero e quanto avessi bisogno di te.Ci hai regalato la gioia più grande,a tutti, a tutti quelli che amavano prima me e tuo babbo e che adesso hanno allargato il loro cuore per farci stare dentro anche te.Piccolo, sei nato con il sorriso, sei nato galleggiando beato nell’acqua, sei nato come ho sempre sognato che nascessi, lentamente, con il sottofondo di una delle nostre canzoni preferite e con il nostro grande amore, tuo padre, che emozionato ci ha separati tagliando quel cordone che ci ha dato vita per nove mesi. Quando sarai grande ti racconterò della forza delle donne, del potere grande che hanno e della grinta che tirano fuori quando danno alla luce una nuova vita, e tu non ci crederai, perchè gli uomini, per sfortuna, non potranno mai capire, solo assistere ammutoliti da tanto coraggio.

Ed io ti guardo, e mi sono di nuovo innamorata,come una ragazzina, come la prima volta: ad ogni tuo movimento il cuore rimbalza in gola e pendo incessantemente dalle tue labbra.Ti amo di un amore folle e perverso, quello di una madre che farebbe qualsiasi cosa pur di rendere felice la sua cosa più grande e bella.

Gen 8, 2010 - Senza categoria    2 Comments

è stato il 3 gennaio

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L’attesa ha il gusto un po aspro di uno spicchio di pompelmo, e fuori c’è la neve e dentro c’è il tuo cuore che ha il ritmo del trotto di un cavallo.L’attesa annienta qualsiasi altro pensiero e sotto questa coperta vorrei fermare il tempo, quel brivido che mi fa chiudere gli occhi per immaginarti anche solo un po.Ho gli occhi fragili di una donna sperduta tra una valigia ed un orologio che non muove più le sue lancette.Siamo arrivati fino ad oggi insieme, è come se ti avessi avuto dentro tutta la vita è come se conoscessi ogni tua abitudine, quello spingere con i talloni per non perdere spazio, la manina in bocca ed i movimenti poco aggrazziati tipici degli uomini. Mi dicono che mi innamorerò di te come non è mai accaduto, mi dicono che non riuscirò a staccarti lo sguardo di dosso, ed io ascolto e ti immagino così grande e potente, così spudoratamente poco indifeso.

Se ti dovessi dire come sia stato il rapporto con i tuoi nonni non so definirlo, posso dirti che ho un ricordo dell’infanzia talmente bello che quasi quasi stento a crederlo anche io,l’adolescenza è tutta questione di fortuna e insensibilità, diventare adulti e pensare troppo diventa a volte una di quelle sfighe paurose.Per te sarà diverso, tu sei un uomo, tu ti scontrerai con fantasmi ben più concreti e poche volte creati da logorroici monologhi interiori. Posso assicurarti che tu sarai al centro dell’attenzione, che tuo nonno ha comprato delle lettere in legno che formano il tuo nome e che io mi sarei sciolta nell’immagine di lui che l’acquista, che tua nonna oggi ha pianto al telefono, forse perchè si sente lontana, forse perchè porterai il nome di suo padre, sicuramente perchè ti darà un amore talmente grande che a volte sentirai il bisogno di scappare.Ma tu sei lì, piccolo grande inquilino, che non vuoi nascere ancora, che ti fai attendere, che concentri tutto in un leggero e disarmato movimento.La vita ti metterà una fretta terribile, fai con calma,prenditi il tuo tempo, muoviti solo quando ti sentirai pronto ad affrontare il caos delle mani che giudicheranno il tuo aspetto e la tua intelligenza, muoviti lento e goditi il rumore ovattato, la luce che sembra un fascio di stelle, prenditi tutti i sogni che ti spettano.Perchè la voglia di vederti ed affrontare questa famiglia è il nostro dono più grande ma la tua libertà ha un prezzo impagabile.Una mamma che rotola giù dal letto, un babbo così impaziente da non riuscire più a concretizzare, e tutto il mondo intorno che ormai da giorni mi chiede quando il piccolo Enrico deciderà di nascere.Shhhh è il nostro primo piccolo segreto.

Dic 30, 2009 - Senza categoria    1 Comment

Ci tieni ad avermi come madre?

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Mio piccolo inquilino,

ci siamo quasi, il tuo monolocale inizia a starti stretto, ed io non vedo l’ora di vedere se hai gli occhi di tuo babbo, quelli che mi hanno incantata in una sera di novembre.Tra un po quel cordone che in questi nove mesi ti ha alimentato con cioccolata, coca cola e tortellini alla panna, verrà tagliato e diventerai individuo prima di figlio.Pensa che emozione, ritrovarsi in un mondo che non hai chiesto e che non conosci, vederci per la prima volta e pensare che puoi scegliere se il ritmo giusto è quello del mio cuore o piuttosto una musica rock. Scegliere la libertà di muovere le tue gambe senza sentirsi costretto da parti di un altro corpo, che conquista deliziosa la venuta al mondo!

Oggi è il 30 dicembre , abbiamo trascorso un Natale splendido, tutti mi stanno così vicini che non ero più abituata, sono persa dentro il tuo mondo e sogno di te ogni notte, hai una cameretta che sa di infanzia e nuovi amici di pezza ai quali dare un nome.Il tuo babbo in questo momento è fuori a correre e penso sia per scaricare la tensione, ha finito in tempo tutti i lavori in casa ed il nostro castello adesso è pronto, se penso che pochi mesi fa avevamo ancora le lampadine che scendevano dal soffitto e scatole di libri in garage mi viene da piangere, voleva finire tutto prima che tu arrivassi e ce l’ha fatta, spero tanto che tu impari da Lui, la sua determinazione, la sua voglia di rendermi felice sempre, dio se mi sento fortunata.

Poi ci sono io, una mamma sgangherata, ho basato la mia vita sulle emozioni, su quello che il cuore mi dice, sono pigra e fatalista, e vedo tutto con gli occhi di un bambino.Scrivo un blog per fermare i pensieri e spendo sempre troppi soldi.Sono una donna piccola in un mondo grande.Adesso posso dire che ho paura, paura di non riuscire a metterti al mondo nel modo in cui avrei voluto, ma sopratutto del tuo giudizio.Così mi metto in silenzio e ti aspetto, cercando di poter migliorare se ce ne sarà bisogno, cercando di tenerti stretto al cuore, trasmettendoti quello che per noi sembrerà giusto.Ti chiedo in anticipo scusa per quegli errori che inevitabilmente farò.

Mio dolce inquilino, ti prego cerca di sorridere quando lascerai la mia pancia.

 

 “avrai la stessa mia triste speranza e sentirai di non avare amato mai abbastanza”

Dic 17, 2009 - Senza categoria    1 Comment

Ci hai mai sognati?

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Sai cosa impegna di più nella preparazione di un budino di marroni e cioccolato? è l’amore.

quello che esce dalle mani nervose di una piccola vita, mescolare gli ingredienti come se fosse la prima e l’ultima volta che lo preparerai, come se fosse troppa la responsabilità di un sapore così importante da riscoprire.Ho versato lacrime in quel budino , un po come se fossero l’ingrediente magico, ho cercato di immaginarti bambino che giri intorno al grembiule di tua mamma, con quegli occhietti vispi e la bontà che solo i bambini non hanno.Ho ingannato per un attimo me stessa e dentro quei quattro cucchiai di cacaco in polvere immaginarmi il viso di chi ti ha creato così profondamente onesto e umile. Vorrei mettere anche solo un po di quello che ogni tanto mi racconti nel mio essere madre, ma forse un ricettario e qualche vecchia pentola non potrà bastare, dovrai essere tu ad insegnarmi, a spiegarmi come certe ricette venivano così buone che ancora oggi ti riportano nella memoria immagini ed attimi.Non esiste un ingrediente segreto per essere dei buoni genitori, esiste solo quello che cercheremo di essere e quello che ci ha portati ad arrivare così in fretta a quello che sognavamo.Tu ci sogni?

 Amore la vita è così grande che io ti sogno spesso piccolo con Lei che ti accarezza, e mi prende così tanta rabbia che non puoi capire.Ti ameremo così tanto, mai da riempire tutti quei vuoti ma da tenerti per mano e non farti sentire mai solo, ti ameremo perchè tu possa sempre ricordare il profumo dei bomboloni fatti in casa.Vorrei essere tua madre per amarti d’altro amore…e anche per mille e mille altre ragioni, ti avrei visto molto prima molto presto.

Dic 4, 2009 - Senza categoria    No Comments

L’albero di natale ed il cannolo siciliano

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Stamattina mi sono svegliata con la voglia di Sicilia.

 

Così con una naturalezza che mi ha spinto a fare tutto senza troppo pensare.Perchè in mezzo ad un analisi del sangue e degli esami per poter donare le cellule staminali del cordone ho sognato di essere ad Agrigento, su una vespa gialla i capelli lunghi sciolti al vento e i miei due uomini su un altra vespa, quella azzurra di mio nonno.La pioggia di uno dei primi giorni di questo inverno caldo, gli hug ai piedi e la sciarpa che ripara dal vento tagliente….ma niente io ero ferma sotto gli alberi di limone in fiore, nella brezza marina ed il sapore della granita.Le note distorte di un ospedale alle sette del mattino somiglia molto a quei momenti dove devi per forza uscire dal piumone e toccare con la punta del piede il pavimento freddo, tutto ghiacciato e quasi immobile, tutto così frenetico per le persone anziane che affrontano la loro missione giornaliera.Ed io,che cammino verso il bar pensando alle piante dei capperi che si arrampicano sulle vecchie mura, alla lava di un vulcano ormai in pensione e alle nostre mani che riempiono un secchiello sulla spiaggia.Un cielo grigio che non promette niente di buono,la fila per farsi dire “signora ma che bella pancia! tra poco ci siamo vero?” ed il solito entusiasmo da circo, perchè vallo a spiegare che tu stai pensando ad i cannoli farciti con la ricotta e le gocce di cioccolato, ad un piatto di pesce crudo ed un biberon da riempire di amore.Sono fatta così, partirei anche subito per andare a cercare un albero di Natale alle Egadi, perchè quest’anno Natale è come se si nascondesse per non farsi trovare, ed io che gioco alla caccia al tesoro con i miei piedi, mi gongolo sul divano e ti aspetto, come non ho mai aspettato nessuno.

Nov 25, 2009 - Senza categoria    2 Comments

PROFEZIE AUTOAVVERANTI

I mesi sono passati talmente veloci che piano piano sta sfumando il ricordo dei mille test di gravidanza fatti prima di trovare quello giusto, della prima volta che ho visto un cuoricino battermi dentro e dell’aereo atterrato a Bologna.Ed in mezzo c’è stato di tutto: un terribile terremoto in abruzzo, le alluvioni in sicilia il caso Marrazzo.E’ incredibile come gli avvenimenti si spostino e mutino a seconda di momenti storici e delle casualità.Non ricordo più della mia pancia piatta ma ricordo benissimo le emozioni davanti ad una porta in una sala d’attesa.Mancano davvero poche ore dall’inizio di questa nuova avventura, da venerdì sarò una donna ufficialmente entrata in maternità.Che poi tutto si riassume a: inizia a farti l’idea che tra poco tutto passerà in secondo piano.

Sarò una madre mediocre perchè:

. non ho mai avuto tanta pazienza con gli uomini

.non so disegnare in maniera fluida un elefante

.mi piacciono troppo le collane fatte con la pasta di grano duro

.non so fare la lotta senza piagnucolare

.non ho mai avuto cicciobello e se l’ho avuto l’ho rimosso

Sarò una buona madre perchè:

. ricordo a memoria le canzoni dello zecchino d’oro

.mi piace leggere i libri per bambini

.tiro fuori il labbro inferiore quando piango

.sono una fan di Monster&Co

.credo a Babbo Natale

 

Se cerco delle buone motivazioni non riesco a rispondermi, la paura avanza, ma non è quella che tutti credono, non  mi spaventa il dolore, anzi, voglio impegnarmi perchè tu riesca ad uscire e a vedere il mondo con quella calma che probabilmente proverai solo poche volte nella vita, inizio ad avere paura di non riuscire a tenerti stretta la manina, a non riuscire a concentrarmi abbastanza su di te quando mi dirai “mamma ascoltami”, vorrei poterti ragalare pranzi e cene senza televisione ma sempre con storie nuove, riuscire a riunire tutti per i tuoi compleanni, darti l’autonomia che ti aiuterà a darti quella sicurezza che a me è mancata.Chicco voglio farti giocare, e forse questo è il mio desiderio più grande.Giocare a volontà.

Nov 18, 2009 - Senza categoria    No Comments

Nespole e assenze

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Mentre i frutti d’autunno sostano nella nostra cucina e la nebbia scende verso l’ora del ritorno, giro le chiavi nella porta e mi sento trascinata verso un sorriso inverso.Siamo noi che varchiamo la soglia e non ti vediamo e non ti aspettiamo.Sembra esattamente tutto fermo all’altra mattina quando ti abbiamo dato il buongiorno con un cappuccino dentro le nostre tazze di vetro fragile.Fragile sono io che nonostante custodisca il nostro più grande sogno mi sento traballare senza l’appoggio della tua presenza.Mi perdo dentro un letto troppo grande e dentro le tante cose da fare, dentro le piccole cose che via via metto dentro ai nuovi cassetti.Cammino in punta di piedi sopra un finto controllo di me stessa, poi appoggio la testa sul cuscino e mi sento in disequilibrio.Non è un dramma passeremo la nostra vita a rinfacciarci il troppo tempo passato insieme, quando le responsabilità di un figlio ci soffocheranno e ci rinfacceremo di non avere tanto tempo per noi stessi, non è un dramma percepire di amare così profondamente da non avere più paura di essere da sola o di essere abbandonata.E allora il mondo sembra cogliermi un altra volta di sorpresa sono esattamente felice come un novembre di un po di anni fa.Adesso ho solo più anni, una casa che sembra un castello ed Enrico che scalcia e cerca la tua mano. Caro babbo, mentre tu sei lì, lontano da noi , che lavori per assicuraci un futuro incerto, noi ce la spassiamo a pensarti tra poco più di un mese con le mani che cercheranno di chiudere un pannolino tenendo conto di misure e praticità e ci viene tanto, tanto da ridere

TI AMIAMO non limitarti a pensarlo

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