Ott 8, 2010 - Senza categoria    1 Comment

prendimi la mano

 

Trovo che vi sia una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice, ed è contento, accontentarsi: uno che si accontenta è un uomo felice.Tiziano Terzani

Ho freddo, piccola mano che si tende, e la vita riprende forme strane, da quando non ti ho più a portata di occhi il cuore trema.Hai scarpe nuove da ginnastica,una berretta a righe e due dentini appena nati.Hai la voglia di sapere dove mi nascondo e una risata che vorrei potere ascoltare come musica alla radio.Ed io barcollo, sono di nuovo sulle mie scarpe col tacco, con un armadio aperto già alle sette della mattina, ed un orologio che non scandisce più il tempo ma solo veloci tappe di vita.Ho i capelli lunghi e tu ti diverti a tirarli, hai un pigiamino con le macchinine e la passione per le prugne.Io ho una borsa per andare in palestra ed una nuova scrivania in ufficio.Abbiamo condiviso la stessa aria per mesi e mai mi sarei aspettata che lasciarti alle otto per rivederti alle cinque potesse sconvolgere così tanto il mio ritmo.Io ho paura e tu mi difendi, io non mi ricordo più quello che dovevo fare e tu ti ricordi come fare a salutare con la mano.Da quando sei nato sei stato tu il più indipendente, pensa che dopo un mese e mezzo di asilo ancora le maestre non hanno sentito il tuo pianto e la tua mamma dopo la prima mezza giornata di lavoro singhiozzava disperata in auto.

Ma poi ci si abitua a tutto, le donne hanno un dono fantastico: non tirarsi mai indietro.E così eccoci qua, CONTENTI di tutti i progressi che farai, CONTENTA di essersi ri-inserita a lavoro come se in questi dieci mesa fossi stata messa dentro un barattolo, CONTENTO perchè adesso ti giri sul fasciatoio e muovi il sederino al ritmo della tua vita.

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Set 2, 2010 - Senza categoria    2 Comments

Profumi di vita

Se penso a quante volte ho annusato la tua testolina questa mattina mi viene un po da ridere, hai ancora quel profumo di latte e miele, di caramella gommosa che non staccherei mai le narici dai tuoi pochi capelli.L’ho voluto sentire fino all’ultimo fino alle otto e quaranta quando ti ho lasciato tra le braccia di chi per i prossimi mesi si occuperà di te. Credimi Enrico era un bel pò di tempo che il cuore non mi si attorcigliava su se stesso, che il respiro non si bloccava trattenendosi in fondo allo stomaco.Hai sette mesi e mezzo ed ho oggi ho dovuto iniziare l’inserimento all’asilo.Che ti devo dire, qui funziona così,non è un vero e proprio asilo, perchè non ti hanno preso al comunale, forse pur essendo dei giovani squattrinati pensano che io possa rimanere a casa da lavoro continuando a prendere una miseria, o forse credono che i tuoi nonni facciano ogni giorno duecento kilometri per prendersi cura di te….o forse solamente stiamo vivendo un periodo un po particolare dove bisogna essere coraggiosi a costruire una famiglia.Ma io ci credo, credo che averti messo al mondo abbia migliorato le nostre vite credo anche che adesso che hai imparato a stare a sedere dominerai il tuo mondo con maggiore equilibrio.Tu sei rimasto in braccio ad un altra donna così pacioccone e pacifico e mentre chiudevo la porta alle mie spalle ti ho guardato con la coda dell’occhio: non te ne sei proprio accorto piccolo “irriconoscente”! E’ stata un ‘estate veloce, la prima estate della tua vita, hai una bella resistenza al caldo,ed in questo non somigli al tuo babbo, e per un periodo sei stato anche immune ai becchi di zanzara, ma la cosa sorprendente è che adori l’acqua, è proprio il tuo elemento.E’ un estate che sta volgendo al termine e con essa anche il nostro periodo di simbiosi finirà.Che dirti passare così tanto tempo con te è stato un grande onore, e se potessi ti accompagnerei fino al giorno in cui non ne sentiresti più il bisogno perchè sei l’esperienza più immensa che potessi provare, è triste pensare che tra poco passerai la maggiorparte del tuo tempo con altre persone, e mi fa ancora più rabbia non essere riuscita a chiedere un orario più flessibile, hai una mamma decisamente poco coraggiosa, ma come ti ho già scritto sopra il periodo che stiamo vivendo non ti offre grandi scelte se non quelle di non rischiare troppo.Amore mio cercherò di darti il meglio sempre, quello che hai avuto fino ad oggi: un bel sorriso insieme al buongiorno,la piscina i giochi e le corse in bicicletta e in quel poco tempo che ci rimane in una giornata la parola d’ordine sarà QUALITA’.E quel profumo di vita che mi rimane addosso sarà la scossa più grande di energia.Sei VITA.

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Lug 30, 2010 - Senza categoria    7 Comments

Qualcosa di personale

 

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Avrei qualcosa da aggiungere, a parte un grazie prezioso a quelli che leggono e mi danno la conferma che c’è sempre tempo per pensare alle cose tristi e c’è sempre tempo per dimenticarsi di inseguire sempre i sogni aldilà di tutto quello che sfuma davanti agli occhi.

Ho qualcosa da aggiungere, e questa volta lo devo dedicare ad un racconto che mi ha fatto una persona speciale, perchè poi le persone speciali sono più di quanto si creda, sono quelle persone che hanno qualcosa che ti fa vibrare le corde dell’anima, sono quelle che ti somigliano o quelle che vorresti essere, sono esseri umani che incontri e che sfiorandoti appena il cuore lo fanno girare come una trottola.

Un pò di anni fa ricordo di una litigata con mio padre, mi diceva che nella vita non si poteva fare come si voleva, che le regole erano state create per essere rispettate, che l’università era una cosa importante, che avrei dovuto fare quello che lui non aveva fatto, ricordo che ero distesa sul letto, come tutte le volte che mi disoriento e non riesco a vivere il dolore in piedi, così presa da una grande insicurezza e da un’infelicità che ha caratterizzato gran parte della mia adolecsenza gli ho risposto : ” io non mi merito niente….non avrò mai niente di mio..mi accontenterò di vedere i risultati degli altri!”, lui con gli occhi sconfitti e tristi aggiunse solo :” che cosa ho sbagliato con te?!”. Così oggi vorrei fare un elenco di cose che mi sono meritata, lottando così ardentemente e credendoci sempre, perchè spesso ci dimentichiamo che di energie ne sprechiamo così tante.

Mi sono meritata quello schiaffo che Luca mi ha dato in piazza del Campo la sera prima del Palio, perchè in effetti la prima sera che c’ero uscita insieme gli avevo vomitato nella macchina nuova e anche se erano passati più di due anni Lui così me l’aveva fatta pagare.

Mi sono meritata una Punto rossa 1100, perchè l’avevo scelta rossa per avere la macchina dello stesso colore di quella di Stefano, ma che “stronzata”è??? che dopo un pò con il sole è diventata rosa e mi sentivo un misto tra rumena, toscana o solo povera sfigata

Mi sono meritata di essermi ritrovata in terra romagnola con ventimila lire in tasca e un futuro incerto perchè forse oggi sarei stata una triste e sola disoccupata senza senso pratico

Mi sono meritata tutte quelle fottutissime smagliature in giro per il corpo perchè così non ricapiterà più che non mangerò per assomigliare a Naomi Campbell, lo dovevo capire in partenza che non erano certo dei kili in meno che mi sevivano per fare la Top model

Mi sono meritata tutte quelle multe prese a Milano, perchè fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, e poi il sogno Milanese non faceva certo per me adoro troppo andare in centro in bicicletta

Mi sono meritata di aver lavorato in un punto Snai, perchè saprò riconoscere uno scommettitore anche da lontano e ne starò bene alla larga

Mi sono meritata di andare a quindici anni a Boston da sola, perchè a quindici anni si è stupidi davvero e con l’incoscienza si ottengono molte più cose.

Caro babbo,

mi sono meritata di averti come padre, perchè tutta la pazienza che hai avuto l’avresti potuta impiegare in energia per te, per i tuoi hobby e per la tua vita però l’hai dedicata a me, piccola donna senza fondamenta e con troppi pensieri negativi…..

Mi sono meritata un compagno ed un figlio così,lo sognavo tanto e pensavo di non meritarlo.

 

Lug 28, 2010 - Senza categoria    7 Comments

io, un topolino ed il divorzio

Sono un pò disorientata, in questa estate pullulante di tempo libero e di matrimoni sono palesemente disorientata.Mi guardo intorno alla ricerca di foto di bei sederoni torniti ed invece mi ritrovo a combattere sempre di più con sode e minuscole rotondità che non appartengono al mondo dello spettacolo.Sono aliena e disorientata dentro la mia scatolina di mattoni.Partecipo a matrimoni pieni di così tanto amore terreno che mi sembra quasi di essere ritornata negli anni cinquanta.Sono pensierosa e ferma, con tanto di paura dell’ abbandono, perchè ad ogni matrimonio associo un divorzio, associo tempi duri e sguardi bassi, un biglietto di sola andata, le lenzuola che non hanno più lo stesso profumo di bucato, associo una lavatrice che non si muove più, una cucina senza cibo, le ciabatte dispari.Se prima ero disorientata e priva di ogni senso pratico adesso sono algida e con otto kili di amore da gestire sempre con un sorriso rigoglioso e un vaffanculo alla dieta che non riesco a fare.Perchè sposarsi significa amarsi anche quando il tempo non ci regalerà più motivi validi, certezze croniche ed una manciata di sogni da realizzare, sposarsi significa collezionare sere intere di silenzi, cene senza digestione, una lunga lista di cose da rinfacciarsi e la possibilità remota di sentirsi ancora una donna dopo tutti i chilometri passati a stirare.Sposarsi significa non avere più la tranquillità di poter cambiare, sentirsi obbligata a stare sempre sulla lama di un rasoio perchè oggi basta poco così e c’è sempre qualcuno pronto dietro l’angolo a dire :” d’altra parte Lei quando si sono sposati era una gran bella donna….adesso hai visto come si è ridotta?!”.Sono spaventata perchè unirsi in matrimonio dovrebbe concedere un grande respiro e la voglia di ricominciare ogni giorno da capo….ed invece penso alla sofferenza di tutte quelle persone che ci avevano creduto e si trovano a lasciare testimonianze di separazioni sempre consensuali per gli adulti mai accettate dai figli.Forse non cambia niente comunque…..il mondo è pieno di bei glutei che tanto vale partire già come perdente.

Lug 23, 2010 - Senza categoria    3 Comments

SEI solo se sei

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scritto il 14 luglio 2010

Non avrei mai pensato di riuscire a far bollire una patata ed una carota con così tanta attenzione e rispetto.

E invece adesso capita così mio grande piccolo tartarugo che non sei altro.Sono già passati sei mesi, non mi ricordo come abbia fatto il tempo a volare così veloce, non mi ricordo più di quello che ero e di come mi confrontavo col mondo prima di te.Pazzesco di come mi hai ridotta!

Caro Enrico, mio grande amore, oggi compi sei mesi, metà anno e la tua mamma stamattina si è svegliata pensandoti intensamente nonostante fossi bello  stravaccato sul tuo lettino con le gambe aperte e le braccia libere sul cuscino con il ciuccio in bilico nemmeno fosse un sigaro.Ti sei conquistato il  tuo mondo ed ogni giorno scopri che puoi fare qualcosa di più, adesso ti giri da solo a pancia in giù, hai ancora un po di difficoltà a ritornare nella posizione iniziale ma hai tutto il tempo per capire il meccanismo.Così questo mezzo anno ce lo siamo già bruciato, oggi non parlerò di te ma solo di me.Una me che colpisce e scappa che corre verso il niente con un passeggino bionico ed un mega palloncino dell’uomo ragno appeso al polso.Sono comunque un incosciente e così ti porto spesso fuori anche se ci sono trentasette gradi perchè tu così consapevolmente esausto non dici niente e con delle guance che fanno provincia ti limiti a sudare incessantemente.Sono mamma una mamma scatenata di un bambino “sonnifero” sembra che hai già capito tutto dove ti metto stai e così rimbalzi da un aperitivo all’altro senza scomporti con una canottiera da cestista professionista ed un pannolone che tra un pò passerà da una taglia 3 ad una più ragionevole taglia extra 4, sono una genny mamma che non è riuscita a piangere neanche quando hai per la prima volta mangiato quella robaccia senza sapore, tranquilla e spettinata il giusto ho insistito e tu già al terzo cucchiaino mi ha accontentata e da lì non ti sei più fermato.E così con il tuo delicato buonumore, una gioia di vedermi che ti fa gridare, quel tuo modo rilassato da piccolo gnomo di biancaneve mi hai resa ancora più forte, mi hai tirata nel tunnel delle cose buone quelle che senza non si può stare quelle che ti fanno incoraggiare gli altri.Sei decisamente qualcosa in più di quello che sognavo  e mi stupisco ogni volta che ti prendo e ci guardo riflessi nello specchio.

Vorrei però parlarti anche un pò di LUI,

oggi ti ha guardato e mi ha detto ” ma ti rendi conto è il nostro!”……piccolo grande padre, che appena suona la sveglia ti viene a vedere come se dovesse recupeare ossigeno per vivere, lui che scandisce il tempo con il battito del tuo cuore, che si difende dal mondo prendendoti in braccio e annusandoti.Tuo padre ti ama come non ha mai amato nessuno al mondo, si collega al tuo universo quando rientra da lavoro e ne esce solo una volta che ti addormenti, ti prego ricordati di tutto questo, anche quando ti costringerà a mettere le cose nell’armadio in scala di colore, quando controllerà se hai richiuso correttamente il contenitore del gel…..quando ti urlerà di farti la barba, di lavare la macchina e di togliere le ragnatele dagli angoli della tua camera…perchè lui ti ama e tu sei il regalo più grande che potesse ricevere per i suoi primi 40 anni.

 

Giu 23, 2010 - Senza categoria    No Comments

Parole povere

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Adoro vedere quello che la gente mette nei carrelli della spesa d’estate.Rimango incantata, rimango decisamente affascinata nel controllare la spesa degli altri, nel prendere appunti e spunti.In questo lungo periodo di astinenza al lavoro ho potuto riflettere sul vero significato dei rapporti, ed è stupefacente di come sia cambiata la situazione affettiva da quando ho deciso di avere un figlio.E’ un po come dire è estate e posso comprare scatole e scatole di gelato, le candele alla citronella da mettere non so dove e tante tante bibite gassate.Insomma ci sono persone che credono che avere un figlio ti precluda da tanti altri piaceri, ci sono persone che credono che la mia estate sarà più o meno come l’inverno: la solita zuppa riscaldata e sul carrello una bella confezione famiglia di ciobar.Eppure penso di avercela messa tutta, io e babbo orso ci siamo promessi di non parlare mai di Enrico fuori almeno che qualcuno non ci domandi, ci siamo promessi che non avremmo cambiato il nostro modo di essere e i nostri sogni….ma a quanto pare qualcosa è comunque cambiato.Così con un delicato colpo di penna spunto dalla lista della spesa e riaggiorno la situazione del cuore, ci sono abbastanza abituata anzi mi sento molto tranquilla e decisamente felice della scelta fatta, vorrei soltanto capire che cosa passa nella testa di quelle persone che in pieno agosto acquistano una confezione di polenta e si lamentano del caldo.

 

Giu 14, 2010 - Senza categoria    4 Comments

mammukka drogata non va al pascolo

 

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Incredibile di come ci si abitui presto alle cose belle, come la testa non faccia nessuno sforzo ad accettare il piacere, quella sensazione di benessere, è incredibile di come l’anima non provi nessun disagio ad accettare il bene.

Sono una drogata, ebbene sì, dipendo inesorabilmente da qualcosa, non posso più tornare indietro, ormai non posso più scegliere sono una mammukka drogata.Che razza assurda quella delle neo mamme, e pensare che me l’ero anche detta…prima che nascesse il tartarugo mi ero promessa ” genny stanne fuori…genny aggiungi un posto nel cuore e niente di più”.Ma non sempre le cose vanno come si pensa.La categoria delle neomamme è subdola, è incapace di intendere e di volere, è fuori moda, è di parte, è fanatisca e apprensiva è contro-consapevolezza e contro-realtà, la categoria è decisamente da internare.Mi sento coinvolta in prima persona quando cerco con il cucchiaino di acciaio di sentire se c’è il primo dentino, quando misuro la febbre alla ricerca di qualcosa che non esiste, quando mi vanto del fatto di avere un bimbo decisamente buono.

Caro amore di mamma,

questa te la devo proprio scrivere perchè potrà servirti un giorno che ti sentirai un maschio adolescente oppresso, con una mamma rompicoglioni, ed un padre troppo severo per capire le tue vere necessità.Tu hai solo cinque mesi, hai solo cinque velocissimi mesi, tu stai lì e adesso cerchi di prendere le cose e sorridi soddisfatto quando ci riesci, hai cominciato a prenderti i piedi e a rotolare come una palla sul lettone, tesoro mio approfittane perchè un giorno oltre a non riuscire più a prendere i piedi potresti anche non riuscire più a vederli causa obesità da pasti ad alta densità calorica.Ti svegli presto e di buonumore, sorridi anche quando cerco di stasarti il naso con un attrezzo infernale, pensa a questo quando sbattendo la porta mi urlerai in faccia, quando ti chiederò di andare piano in macchina con voce tremolante e tu mi dirai “mammaaaaa che palle!!”.Scusami , scusami per le aspettative che già ho su di te, credimi non l’ho fatto con cattiveria, sono una neomamma drogata di amore, amore e poca autostima, scusami se delle volte cerco di farti fare cose che non sono adatte a te,giuro che non lo farò mai più.Tesoro mio non avere fretta di crescere, prenditela con tutta la calma che puoi, non mi importa di quando inizierai a mangiare il fruttino, di quando potrai stare seduto in bicicletta, di quando metterai il primo dentino.Voglio solo che tu cresca con tutta la libertà di espressione possibile, con la libertà di decidere quando sarà il momento di chiamarmi o di non chiamarmi se non ne avrai voglia, voglio che tu sia libero di scegliere cosa fare da grande e di quando lasciare il nido per volare con le tue ali.Ti sembrerà strano ma la tua mamma lo ha fatto, lottando con il suo corpo e con i tuoi nonni, sbagliando e cadendo, rotolandosi a fatica tra persone sbagliate e amici giusti, guadagnarsi la sua libertà è stata la cosa più importante che potesse fare…..come una bambina in modo lento e poca autonomia!

Mag 30, 2010 - Senza categoria    1 Comment

Fiaschetti di gioia

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Belle le donne, belle le donne con il viso ancora acceso di stupore, belle le donne negli abiti leggeri e nelle espressioni nascoste dietro gli occhiali da sole.Dolce mio Enrico, le donne sono belle, belle e vanitose fin da piccole.Difficili le donne, quando pensano di avere ragione, quando si annoiano, quando non raggiungono lo scopo.Enrico le donne vanno capite e mai studiate a fondo, ti perderesti dentro un labirinto senza via d’uscita.Amare e tristi le donne quando non riescono ad accettarsi , quando perdono la stima di se stesse, quando si vendono fin da piccole per una barbie sposa o solo per un abbraccio più forte del babbo.Cerca di essere comprensivo e non abbandonare mai le donne che ti staranno intorno, ne sentiresti la mancanza.Le donne creano e distruggono, si prendono in giro e sono permalose, si siedono stanche per poi perdere la memoria e qualche anno per strada.Eppure basta poco a volte, una mano che accarezza i capelli, una giornata che sà di festa, un buon bicchiere di vino e l’immersione completa dentro un buon piatto fatto di colori e cose buone.Belli gli uomini, che nonostante gli anni passati insieme alle donne sembrano ancora degli apprendisti e vagano alla ricerca della ricetta giusta, quella della tranquillità.Piccolo uomo, tu stai lì, sereno e accigliato, dietro i tuoi occhialini da sole mi scruti e non mi comprendi, ed io che sotto sotto cerco di infiascare momenti e attimi per non dimenticare.Pratiche le donne quando non si tratta di Amore.

Mag 11, 2010 - Senza categoria    No Comments

Via GuidoRossa

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Dico SI alle immagini struggenti che una voce ti può regalare,perchè tanto vale distruggersi all’idea che su quella panchina nei giardini di casa probabilmente nemmeno i nostri figli si siederanno, vale piegarsi davanti al sorriso di un bambino e alle espressioni che riconosci in suo padre.Ho avuto tanti amici, tutti cari, tutti scolpiti nel punto più grande ed importante del cuore.Non saranno certo i chilometri a scoraggiare la mia idea, quell’idea che racconta di estati passate a sedere sotto gli alberi, giocando a monopoli e poi il cocomero mangiato in fretta lungo il fiume, ed un sorso di acqua bevuto tenendo premuto i pulsante di una fontana….oggi dico si ad una valanga immensa di ricordi che mi alimentano e mi sorreggono.Sono fatta così mi devo sempre far devastare dalle immagini, non mi posso fermare a ricordare con la testa appoggiata sul palmo della mano, devo sempre scivolare più in fondo, là dove nessuno mi può recuperare se non un principio di senso del dovere.Direi sì alle rimpatriate vestiti con i pantaloni leggeri e le biciclette con le ruotine, a quella corsa spietata di agosto per non perdere a nascondino, al profumo di una ciliegia rubata, agli eventi importanti come i compleanni,e a tutti quei sogni che poi sono svaniti o ritrasformati.Dico si al significato più puro dell’amicizia, quello che non ha confini, quello che supera le incomprensioni, quello che la felicità è doppia se sei felice tu, quello di un “come stai?” e di una risposta non banale, di un messaggio improvviso e sincero sul cellulare.Ci sono momenti quando fuori piove che mi ricordo di estati afose con un televisore piazzato in cortile e tutti a tifare l’italia ai mondiali……ed i vicini che erano sempre i benvenuti…pensare che adesso non apro nemmeno quando mi suonano da fuori per paura che sia la Rai che mi multa per tutti i canoni non pagati…..ci vuole un attimo per rimpiangere gli anni ottanta!

dedico questo post a tutti quelli che hanno condiviso con me una casa disegnata con il gesso sotto il tunnel del condominio!

Mag 2, 2010 - Senza categoria    1 Comment

CIAO BETTY

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Oggi mi piace pensare che ci sarà un posto dove ti rincontreremo, perchè se così non fosse sarebbe una vita terrena un po ingiusta.In fondo venti anni sono tanti, in fondo se sei capitata così per caso nelle nostre vite un motivo ci deve essere stato.Tra vent’anni Enrico leggerai questo post triste e malinconico, spero che tu abbia già chiaro il significato dell’amore incondizionato, l’amore di un essere vivente diverso solo dall’aspetto.Chi non ha mai avuto animali fa fatica a capire come sia il dolore per la perdita del compagno fidato di una vita o di parte di essa, il cuore perde per un attimo l’orientamento, ti senti svuotata e non più leggera, ti senti in qualche modo tradita perchè ci speravi, speravi che ogni mattina fino alla fine dei tuoi giorni avresti continuato ad accarezzarlo ed a ricevere quell’amore così pacatamente privo di sotterfugi.Gli animali condividono spesso in silenzio, si avvicinano per chiedere qualche coccola, gli animali ti danno molto di più di quello che ricevono.Ho rischiato spesso di essere gelosa di Lei, in fondo era riuscita in quello in cui io non ero mai stata brava: accogliere a cuore aperto, e senza sentenziare, l’amore di mia mamma.Ho passato giorni di dicembre davanti al cammino a parlarle perchè in casa c’era troppo silenzio, non è passato poi così tanto tempo da quando l’avevo infilata nella vasca da bagno perchè aveva un “aspro” odorino di letame e non riuscivamo a starle vicini.Ebbene sì Betty, oggi voglio credere che finalmente riuscirai a correre senza stancarti a causa della lussazione alle anche, che troverai il cacciatore che ti ha abbandonata e gli morderai il sedere fino a farlo scappare dal paradiso, che riacquisterai l’udito e la vista e farai compagnia a tutti quelli che ti hanno conosciuta e non hanno potuto fare a meno di coccolare quelle orecchie così dannatamente morbide e rilassanti.Enrico caro gli animali vanno amati e rispettati, protetti e capiti e non ti vergognare se ti capiterà di piangere per la perdita del tua fidato amico, sarà tutto normale fa parte dell’amore.
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