Nov 9, 2008 - Senza categoria    No Comments

Marsala e Marradi

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Dopo un pomeriggio di pulizie il massimo che posso chiedere è una doccia lunga un ora, riprendere il mio sorriso dal cassetto e ritornare a partecipare alla vita sociale, così decido di vestirmi da giapponese ed esco di casa.Nel tragitto penso agli undici euro spesi per la sabbia del gatto, bel business quello della sabbia, così prendo una delle decisione più sensate degli ultimi 10 anni: inizierò ad insegnare al gatto a farla nel water, ci metterò un po di tempo, ma volete mettere col risparmio! Guido in una Faenza buia e bagnata da una pioggia leggera e fresca, mi sento decisamente stordita, è la sensazione della non appartenenza, a volte mi capita e mi confonde, ho cambiato tante case, tanti spazi,tante idee e ancora faccio fatica a credere di essere riuscita a frenare la mia residenza qui.Parcheggio.Il mio scopo è quello di acquistare una bottiglia di Marsala da regalare.Cammino per le strade del centro,la direzione è quella di una meravigliosa boutique del vino, mi riconosco guardandomi nel riiflesso delle vetrine, maledetto viziaccio che non perderò mai, è più forte di me, mi specchio ovunque, tant’è che Vito ormai mi prende in giro e inizia a dire:”NO! BASTA ANCHE LI NOOOOO” sono insicura? mmm un pò!Sono arrivata. Dentro è pieno di bottiglie e uomini, sono ammirata, le etichette, le bottiglie, adoro il vino buono, mi piace annusare dal bicchiere, sorseggiare.Attiro l’attenzione di uno dei due proprietari stando silenziosa ed inesperta in un angolo del negozio.”Ciao!, posso aiutarti?”,spalanco gli occhi e chiedo una bottiglia di Marsala, lui mi guarda, sorride e dice “bene! sei di Marradi??”, ormai è la mia stessa identità che risponde, mi sento agitare dentro, e cerco di analizzare, ho chiesto del Marsale e questo mi chiede se sono di Marradi, parlo con il giardiniere e mi chiede se sono di Marradi, vado a pranzo e la cameriera con un sorrisetto dice “anche te di Marradi” ,respiro,respiro trattengo le urla e dico “no sono Toscana”, ma mi accorgo di peggiorare la situazione perchè Marradi è in Toscana.Prendo la mia bottiglia di Marsala, la pago ed esco cercando ancora l’intruso marradese nella frase ” VORREI UNA BOTTIGLIA DI MARSALA”, mmm non ci sono “C” non ci sono “E'”.L’istinto sarebbe quello di appoggiarmi su uno dei palazzi del centro e scolarmi la bottiglia appena acquistata, ma poi alla fine cosa cambierebbe?…..così mi fermo davanti ad unnegozio che vende musica, il suo propietario mi ha aggiuntio tra i suoi amici su facebook, mi saluta, accenna un sorrisetto e fa: ” TE NON SEI DI FAENZA VERO?….” Adesso capisco il disagio degli extracomunitari e mi metto in fila per il permesso di soggiorno!

Nov 6, 2008 - Senza categoria    3 Comments

Le parole che non ti ho detto

E’ nelle notti più dispettose, quelle nelle quali mi attacco ad una bottiglia di acqua e non riesco ad andare a dormire, quelle dove parlerei tutta la notte per non addormentarmi, è in queste notti che mi attacco alle parole che non ho mai detto.Quante parole prive di significato si dicono durante il giorno, quanta voce esce a sprecare energia, quante parole potremmo evitare di ripetere.Vuota dalla stanchezza sulle palpebre, mi immagino muta, comunico con quei pochi occhi rimasti.E le parole dell’amore, dio che fatica pronunciarle piano, sottovoce, con le due mani appoggiate agli angoli della bocca per coprire il labiale, le cose belle si fa più fatica a dirle, le cose belle sfioriscono nel momento in cui sbocciano e ne rimane solo i resti, secchi, appassiti.E’ nelle parole che non ti ho mai detto che mi ritrovo a dondolore, quando dietro ad un muro di un palazzo spiavo se c’eri o se tornavi, quando mi tenevi la mano ed io non capivo, quando cresci e inizi ad appoggiare l’idea che tutto possa finire.E non ti ho detto mille volte grazie e potrei dirtelo adesso, che ho il cuore bene puntato al corpo, che ho la stabilità affettiva che avevo perso, che ho un sorriso in più da regalarti e nuovi titoli di libri da deicarti.E se anche può sembrare una lettera d’Amore non è quello che devi percepire, ma il suono delle mie labbra che ti dicono parole che non mi hai mai sentito dire, ma che avresti tanto voluto ascoltare.Sto bene Stefano, sto bene ed ho costruito mille muraglie, un piccolo castello ed un apostrofo di famiglia, ho gli occhi felici e un corpo che finalmente non comanda; gioco a tennis, ho imparato a nuotare e cerco sempre di pensare a quante volte il tuo silenzio mi ha insegnato a pensare.La mia stranezza sta nelle cose che ti ho sempre detto e che continuo sempre a pronunciare, che tutto il mondo possa finalmente capire che una carezza data con amore ci può togliere da quell’imbarazzo del male, credo ancora agli animali parlanti e al mare dentro alle conchiglie, ed il mio naso permaloso si ferma immobile davanti al profumo del cioccolato e poi mi vengono in mente i bignè alla crema chantilly e tutti i bigliettini che mi scrivevi quando mi addormentavo stanca di vita. .E’ solo vita, ma le parole che non ti ho mai detto oggi volano e non si contengono, avrei miliardi di cose non dette, tenute strette negli anni, avrei scuse e progetti.Ed ogni volta che nomino il tuo nome, tutto il corpo si ssitema in posizione di rispetto e poi ti penso e provo quel dolce desiderio di rivederti…solo per dirti che non tremo più come una foglia e sono donna, e che tu me lo dicevi sempre che lo sarei diventata ed io non ti credevo.

 

 

                                                   

Ott 31, 2008 - Senza categoria    No Comments

NUDA è la strada,i binari e le insegne

                                                   

Adesso non cambierei la mia vita per niente al mondo.Il punto sta proprio lì tra l’indice e la luna, tra le mie rughette intorno alle labbra e l’acqua che mi accoglie limpida.Non cambierei i miei piedi per nessun tesoro, per quei piccoli passi che hanno fatto, per quei calletti che si formano e che amo massaggiare sul letto prima di dormire.E accucciata ai piedi del mondo accolgo a braccia aperte tutte le sorprese che da oggi vorranno arrivare, perchè più di così si fa fatica ad avere perchè poi ci si stanca anche un pò di di ascoltare con l’orecchio appoggiato al pavimento.Non cambierò più per avvicinarmi a te, non cambierò più il mio modo di masticare quello di bere a piccoli sorsi, non spremerò nelle mani fino a non trovare più neanche il nocciolo.Io sono quella che perderà sempre qualcosa,sarò sempre quella che si chiuderà in cucina per liberare la fronte dalla tensione,io sarò quella che dormirà quasi nuda coperta dal piumone abbracciando una piccola fonte di calore.E’ difficile condividere lo stesso cucchiaio per girare il thè al mattino, e tutta l’energia che sprechiamo a non capire quello che gli altri ci vogliono dire.Non cambierei il mio stato d’animo neanche per avere più soldi, e sembro incosciente, e sembro  sempre sul punto di sbagliare.

Ott 28, 2008 - Senza categoria    1 Comment

Good Mood e castagne al forno

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Da un ipocondriaca non ci si può aspettare brillantini  e stelle filanti però l’Autunno ha quel fascino epico e culturale che mi fa inchinare e chiedere “grazie ottobre!”.E’ proprio nel passaggio tra una stagione e un altra che mi prende quella fiacca complusiva.Poi parli con un amica e la trovi decisamente giù, cerchi di parlare delle tue aspirazioni di quei traguardi che sposti sempre più lontano e che non ti basta mai , vorresti sempre arrivare per prima, e intanto fuori il cielo è grigio sembra come se tutto si stesse preparando ad un bel sonno, quei colori assoluti e caldi, quell’arancione rassicurante, quel mese che serve per raccogliere e per fare buoni proprositi.Si fanno sacrifici esasperando a tal punto la nostra vita, non ci ascoltiamo mai abbastanza, il corpo prova a mandare messaggi che puntualmente non ascoltiamo. Gli aspetti legati a quel momento dove per forza di cose ci si guarda dentro, arriva prima il tramonto e si è costretti a giocare con quella penombra, gli abiti pesanti e il vino nuovo, non lo cambierei per nulla al mondo. Corriamo nella speranza di accapararci tutto, perchè l’idea di avere meno di altri ci sottopone ad una vita di stress, se respirassi una volta in più guardanoti solo negli occhi, forse avrei più energie da spendere. Il vizio assoluto di accarezzare una volta in più il gatto dentro la sua cesta, e non mi crederesti se ti dicessi che è la mia cura più grande all’insicurezza, poi il divano con i piedi che spuntano dalla trapunta e il profumo delle caldarroste nel forno, riprendo un attimo coscienza, e a me basta perchè se chiedo di più chiederei troppo e perchè a volte fermarsi a guardarsi la punta dei piedi aiuta a ritrovare un po di equilibrio.E se perdo tempo è tutto tempo lento, e se ti ascolto il mio orecchio non è distratto, e se ti appoggi non sei più debole di altri ma solo più stanca.Trasferirei questo mare calmo dalla mia mano alle tue dita se potessi.

Ott 27, 2008 - Senza categoria    No Comments

KARAOKE


Ott 27, 2008 - Senza categoria    No Comments

Fatta Egocentrica!

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 Adesso tutti sapranno che sono così egocentrica da riuscire ad appoggiare la macchina su di un paletto fino a graffiare tutta la fiancata, ma è così che capita a quelle come me, parlo di entusiamo, espressione dell’amore ma sopratutto egocentrismo.
Ciao Nonna, venerdì sera ho urlato a squarciagola “GRANDE GRANDE !” di Mina, e mentre nel video scorrevano parole che conoscevo a memoria mi sei apparsa tu, in quel motorino bianco, col foulard legato alla testa ed io in piedi con le manine legate al manubrio, il vento che mi scopriva la fronte e Bucine che si avvicinava a suon di caramelle e calzettini bianchi.E la mia ugola gridava ancora più forte, nessuno sa quello che mi ha portata a cantare così eppure io  ci ho viste passeggiare insieme .Il pensiero di avere avuto un ricordo così importante incatenato dentro ad un “grande grande grande”, lì per lì’ mi ha turbata, ho continuato a balbettare “convinta” che in casa da piccola si mangiava pane e Mina, ma in fondo tu cosa c’entri?, così ti ho portata dentro con me e più particolari mi saltavano alla testa, più cercavo di ricordarmi le cose che ti devo dire quando ci vedremo la prossima volta.Un po più lontana trovo appoggiata al cavalletto la vespa azzurra del nonno, quella sedia di ferro con la seduta rossa, ed i suoi cappelli di paglia, eppure neanche lui mi fischiettava Mina mentre annaffiava l’orto al calare del sole.Che disastro fare quella allegra quando ad un certo punto ti rapisce una nostalgia pressante, così mi copro il viso un attimo, loro hanno creduto che facessi la sciocchina, io prendevo fiato per dedicartene un altra di canzone.Porca miseria nonna come vorrei avessi ancora sessantanni, magari non staresti lì ferma a guardare le vecchie fotografie e ricordare, magari mi vedresti come quella VIVACE e non come quella BUONA.Così è andata, a volte dipendo come una droga dall’euforia, una voce mi scatena un conflitto interiore, poi comunico e chi non capisce mi guarda attonito e perplesso.Così la serata è quasi finita, decido di ricollocarti al presente, prendo la macchina e volo con le guance rosse e poca voce a cercare le altre amiche, è tardi tu starai dormendo ormai da ore, ho la testa tra le nuvole ed in bocca il sapore delle gommose, faccio retromarcia e la macchina si immobilizza, ma chissà perchè non mi sono speventata…..esco, chiudo la portiera e continuo la serata, si fa tardi decido di andare a dormire ma la macchina è piantata su qualcosa, un po come se da lassù qualcuno l’avesse alzata e appoggiata su un perno, le ruote girano a vuoto……che ci posso fare non riesco ad essere triste neanche quando mi accorgo che la fiancata è completamente ammaccata ” che cosa sei? che cosa sei? che cosa seeeeeiiii??…non cambi mai…non cambi mai…non cambi mai proprio maaaaaii”
Ott 22, 2008 - Senza categoria    2 Comments

il parapendio e il vestito giallo mc donalds

                                                 

VIDEO CONSIGLIATISSIMO A CHI NON CONOSCE FANTAZOO!

Aspetta aspetta che stanotte ho recitato in un film di Pieraccioni, facevo anche la regista : polso da comandate, laccetti tra i denti e viso coperto di potere, metto tutti nell’immagine della telecamera e urlo: SILENZIO SI GIRA!.Gente strana gli attori, quelli che ti trovi tutti i  giorni vestiti da persone normali, eh si! perchè te pensi di andare a fare benzina e lo chiami benzinaio ma quello non è mica un benzinaio è uno che si mette lì e gioca al gioco delle targhe….ce l’ho…mi manca …ce l’ho…comunque ripartiamo, sono lì nel mio bel film, seguo i movimenti, nessuno di così famoso a parte Gnappetta, sì proprio lei, un pò diva un pò no, dopo il grande successo avuto insieme ad Alvaro la sua vita è stata una serie di incidenti.Alvaro è in comunità, si mormora sia collassato durante il gaypride di Roma dopo un cocktail esplosivo, certo che la vita delle volte è proprio bastarda, brutta fine per una mucca.Ho passato la metà del tempo a parlare con lei, ha pianto sulla mia spalla, dopo l’ho convinta con un bel bicchierone di valeriana e prozac e CIACK si GIRA!…gira che ti rigira i giorni sono come una trottola, di quelle trottole di una volta quelle di ferro, spendo delle energie a posizionare bene gli eventi, li lego alla mongolfiera, controllo il tempo e faccio un analisi dei danni, troppa energia sprecata, dovrei trovare un modo più diretto per costruire e distruggere tutti i sogni.Penso di aver detto a Pieraccioni che i toscani ci mettono troppo tempo a sorridere, penso anche che lui abbia abbandonato il film con un bel MAVAFFANC..sono sprecata per tutti questi pensieri, dovrei forse cercare di andare diretta all’obiettivo e allora mi preparo, mi metto il bel vestito giallo con il nastro di raso intrecciato lungo la schiena, mi pettino semplice semplice, poco trucco e tutta la leggerezza di una donna di trentuno anni che ancora non sa se avrà mai una famiglia inizio a correre lungo il prato, mi avvicino al parapendio mi aggrappo forte a quel “sostegno” fatto di pasta di pane, arriva il dirupo ma io con il cuore che mi batte a mille convolo finalmente a giuste incertezze.

Ott 20, 2008 - Senza categoria    1 Comment

continuo a non capire gli uomini

Se da piccola avessi rinunciato al mio sogno di diventare hostess oggi forse non sarei qui.La mia testa perde acqua da tutti i fori, non riesco a bloccare lo scorrere di questi fiumi, posteggio sempre lì davanti a casa, poi mi fermo, so che passi fare per entrare, riconosco la chiave del portone da quella della porta di casa  eppure tutte le volte mi dico brava, perchè? perchè quella casa oggi mi appartiene.E così se pure il portafoglio piange e mancano ancora delle cose, il mio pensiero è sempre rivolto a lei, vorrei decorarla, abbellirla, guardo le riviste, a volte mi fermo e compro una candela,sono costantemente alla ricerca di qualcosa che la renda ancora più mia e speciale, mi accomodo e vivo per quello che è oggi, ma non mi accontento, ne vado fiera e la mostro come il più bello dei gioielli.E’ una questione di amore e di culto di quello che ti sei sudato ed hai ottenuto.Vivere qualcosa, fino allo sfinimento, finchè questo non si sbriciola e scompare.Il mio entusiasmo è decisamente appagante mi stratifico delle cose che ho ottenuto e voluto, a costo di camminare scalza sui sassi, a costo di non avere più voce per gridare.Se da piccola non avessi deciso che volevo comunicare in tante lingue diverse forse oggi non sarei qua.Ogni volta che nel lavoro mi trovo davanti qualcosa di nuovo cerco lo stimolo giusto, penso e poi agisco, metto tutta me stessa, sono determinata,ambiziosa, mi piace avere il consenso di quelli che collaborano con me affinchè tutto vada nel migliore dei modi.Ogni mattina ricerco le parole migliori per tentare di risollevare l’umore di un amica, è come avere un grande tesoro, lo tieni stretto in una mano, lo guardi e lo custodisci con tutte le energie, a volte ci riesco altre sbaglio, ma non importa quello che conta è trovare un attimo per soffermarsi e capire in quale direzione sia meglio andare.C’è qualcosa che però mi manca ed è quel qualcosa che fa la differenza e ne determina l’umore.Non riuscirò mai ad essere una buona compagna.Nel momento in cui ho preso consapevolezza di questo in qualche modo la terra ha tremato.Ed adesso sono io a tremare nella convinzione che quello che dovrei essere non sono, che quello che ci si aspetta da una donna è l’esatto contrario della donna che ho creato.E’ disarmente avere a che fare con gli uomini.Sento di aver perso definitivamente la guerra, dopo tante battaglie dove difendevo il fatto che se la fatica fatta per avermi era stata grande allora il mio VALORE sarebbe stato illimitato, mi accorgo che il valore diminuisce con il tempo, che l’uomo era e rimane un animale preistorico.Magari il freddo che sento è solo questo stato confusionale e tutti i suoi associati, magari mi sbaglio anzi forse è proprio così.Ma che succederebbe se da oggi smettessimo di fare espressioni con gli occhi e parlassimo solo delle frgature di questa vita bastarda?

CONSIGLIO A TUTTI LA LETTURA DI UN LIBRO PER ME FANTASTICO-scritto da Tiziano Terzani- UN ALTRO GIRO DI GIOSTRA-

 

                                                        

Ott 19, 2008 - Senza categoria    1 Comment

In quanto a me si vedrà

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Preferirei tralasciare quel punto della giornata dopo pranzo, quel momento di stazionaria e labile apatia che si attacca alle palpebre e che per staccarla tocca spalmarci della caffeina.Preferisco appartarmi alla luce del sole, è un riflesso incodizionato quello dello sbadiglio, e quella tenue sensazione che il tuo corpo rimanga per sempre immobile e senza presupposti.Se potessi toglierei anche certe domeniche mattine, quelle come questa dove l’unico svago che richiedo è quello di guardare fuori e piangere.Perchè un attimo di tristezza deve durare così a lungo? me lo trascino dietro facendolo scivolare sul pavimento, non lo associo a niente eppure mi esplode nella parte più debole, quella delle cose che oggi non ho.D’altra parte è domenica ed è autunno, non poteva non accadere,era da tanto che aspettavo.E’ finita la settimana e quello che ne rimane di me sono due piccole e infinite lacrime che scendono sulle guance.Continuo a guardare un albero dalle foglie rosse, e continuo a desiderare di passare a piedi pari al momento dove ricomincerò a sorridere.Che strana sensazione quella della felicità-infelice, quel connubio di piccoli sistemi irrisolti, di strategie per non sentirsi “normale”.Senza il minimo interesse per me, mi sento  piccola e trasparente, e quasi quasi vorrei essere messa in castigo dalla mia parte forte.E’ così la vita ed io non l’accetto è così il lungo corso post-operatorio di una figlia di persone che non si amano più.Mi appoggio ad una telefonata del tardo pomeriggio di ieri ” in questi giorni non ti ho chiamata, ma sappi che ti penso ogni giorno”, e così mi accontento, mi sono sempre accontentata di prendere da Lei e dagli altri il minimo indispensabile per respirare.Forse dovrei solo accettare l’idea che si svolge così la storia, tu sei qui, gli altri ti girano intorno e raccogli bricioline di amore.Sono una monetina d’oro che caduta da una tasca rotola giù in discesa, sono lo specchio del giudizio di una ragazzina smaliziata, mi appresto a recuperare e tirare le somme, perchè alla fine è sempre una questione di calcolo delle probabilità.E’ domenica e viaggio da sola dentro a paranoie rivisitate, mi astengo dal votare se mi posso permettere di stare così o se tiro fuori ancora la carta del sorridere perchè tanto non mi costa fatica.Ma se lo racconto qualcuno non mi crederà: oggi dovrei solo festeggiare saltando su un materasso perchè non mi manca niente!

La mia testa appoggiata sul tavolo e gli occhi sbarrati alla finestra,lasciatemi così.

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