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Ott 17, 2012 - Senza categoria    No Comments

il tempo dell’amore

quanto dura l’amore.

il tempo di un caffè quando fuori è freddo e ti devi riscaldare,il tempo di dover decidere se continuare o mollare. Il tempo di non scoraggiarsi e riprovare ancora, fino a quando non ci si riesce e quello che impiega un bruco per diventare farfalla. L’amore dura un click e un infinito, dura tutto un film compreso i titoli di coda, dura una messa in piega senza aver messo il balsamo, dura un abbonamento ad una rivista di cucina ed il tempo di un account twitter mai utilizzato. L’amore dura finchè ti guarderò così e tu non te ne accorgerai, finchè la porta di casa non diventerà pesante e le unghie continueranno a crescere. L’amore dura il tempo di un progetto, dura proporzionalmente alla voglia che si ha ogni tanto di stare ad ascoltare senza fare uscire dalla bocca parole inutili. Dura tanto se ci si ignora, dura meno se si smette di crederci. L’ amore dura se ogni tanto si utilizzano bolle di sapone invece dei no, se dentro alla tasca a volte appare il bottone di una camicia, se ci si sforza di rendere le cose più semplici regalandoci sorrisi. L’ amore dura quanto un post-it attaccato al forno, quanto un palloncino sgonfio incastrato tra i rami ,quanto il desiderio di un bambino di diventare grande. Dura il tempo di un sì e quello di tanti no detti per troppo tempo, dura finchè ci saranno dei confini, dura un calice di vino e tutto il tempo  delle chiacchere che fai durante e dopo il vino. L’amore non dura se ci si arrende, se scade il tempo e non eri preparato, se si continua a guardare se stessi senza occhio critico, l’amore non dura se il finale che ci si aspetta non è coinvolgente, se i fiori profumano solo in primavera e se l’erba del vicino è sempre più verde.  

 

Mi batte il cuore forte quando sono immobile e stanca e ti guardo, certe volte è proprio difficile continuare ad amarsi. Sono felice volevo solo che tu lo sapessi.

 

 

 

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Ott 2, 2012 - Senza categoria    4 Comments

ovunque ci sia spazio

 

 

 

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come faccio a fare tutto? adesso ve lo spiego. Sono donna mi hanno allestita di: cervello , due mani , due piedi e del senso pratico. Ondeggio tra una pagina di Glamour e la spia della benzina

costantemente in riserva. Mi alimento di  fritto e centrifugati di verdura e posteggio quasi sempre fuori dalla strisce. Ho poi una spiccata fantasia, posso inventarmi che l’asilo decide di fare un inserimento del bambino per ben due settimane anche se il bambino si troverà benissimo fin dal primo minuto ma sopratutto che il post-orario inizierà solo dopo un mesetto e che anche quando inizierà sarà solo fino alle 17.30 in punto. Ma che importa, mi hanno dotata anche di super –poteri, sono sicura che riuscirò ad essere presente sia a lavoro che davanti a scuola perché se questo fosse richiesto ad uomo  lui non si tirerebbe indietro tirando fuori banali scuse di responsabilità e propensione a ruoli di comando. Perché si sa,questo non è un paese per doppio-giochiste e quindi ci viene data sempre la possibilità di scegliere: o la famiglia o la carriera. Ma io ce la farò, perchè mio  figlio quasi treenne è un bambino autonomo, capace di gestire le proprie necessità,  gestirà le proprie emozioni e quando la mamma arriverà un po’ provata a casa la sera si metterà sul divano dopo essersi fatto la doccia ed un bel piatto di spaghetti e attenderà il momento della nanna. Si sa è fondamentale stare al passo con i tempi e quindi non sarà un sacrificio decidere di iscriversi in palestra per il corso delle 7.15 del mattino e non sarà neanche un sacrificio cercare un estetista che lavori di notte e non sia cinese.

E poi ci sono le non-mamme ( che non necessariamente non hanno figli) quelle che non  ce la fanno mai a fare niente, quelle che sono sempre in preda ad una crisi di nervi, quelle che corrono per fare la spesa, per prendersi un aperitivo, per giocare al superenalotto. La gestione del tempo non è qualcosa che ci insegnano a scuola,la pratica si affina con il tempo e con l’esperienza, certo è che se tu provi in qualche modo a chiedere più disponibilità sei fuori dal giro e non hai voglia di lavorare.

Fatto sta che riesco a fare tutto, con fatica, con audacia con la mano sempre sul telefono ed una sul volante, con la paura di chi non sa che conseguenze avrà questo sempre sentirsi in colpa per dieci minuti di permesso. Eppure ci provo, ci provo a fare bene la donna, la mamma, l’amante, la cuoca, la collega, la collaboratrice, l’amica,la figlia, la sportiva, la polemica, la nipote, la pratica e l’audace. Nonostante questo tutto viene sempre un po così e tutto verrebbe meglio solo se avessi un ora in più al giorno disponibile per me.

 

 

“paure”

ho scoperto che tenerti lontano dalle parole non ti tiene lontano dal brutto. Ho provato a non farti conoscere il suono delle parole: paura, male, abbandono, triste. L’ho fatto per amore, l’ho fatto perché stupidamente ho pensato che avresti avuto tanto tempo per conoscerne il significato e provarne il senso. Ma non funziona così, non è così che si educa e che si stabilisce un contatto.

Hai provato la paura e sei stato tanto triste, hai provato cosa significa avere paura ad addormentarti per paura di non trovarci e non ti avevo preparato, ho pensato non ne avessi bisogno. Certi giorni appoggio la testa sulla tua spalla, come se fossi un adulto, come se potessi lasciarti tutto il peso. E nei tuoi 32 mesi fino ad oggi ti sei mosso sempre come un gran cavaliere, spada tesa e sguardo saldo all’obiettivo. Ti sei appoggiato e non ti ho capito. Perdonami se puoi.

I tuoi occhi languidi hanno chiesto aiuto e noi piccoli genitori sconnessi abbiamo dovuto chiedere a nostra volta aiuto. Ci destabilizzi ogni volta con la tua signorilità bambina, abbiamo dovuto darti prova che per noi sei e sarai sempre il centro dell’universo.

Sai cosa c’è Enrico?  che la paura che hai provato tu io continuo a provarla e che vorrei tanto che tu crescessi per insegnarmi a superarla. Tienimi la mano, a volte mi perdo . Continua ad essere la mia bussola almeno fino a quando non sentirai di poter volare.

Ci sei tu e poi tu e ancora tu.

Con amore la tua piccola mamma

Set 7, 2012 - Senza categoria    No Comments

Onesta dichiarazione di intenti

 

 

 

L’altro giorno la mia vicina affascinata dal  mio terrazzo ,cumulo di niente, di un gatto rosso e dei suoi bisogni,  mi osserva, io vestita di una canottiera da canottiere di uno scopone e di uno straccio ricambio lo sguardo, così in silenzio. E’ il mio tatuaggio sulla schiena a creare scompiglio. Lo è da almeno un anno, da quando quelli che mi credevano in un modo adesso mi credono in un altro, lo è per quelli che mi vedono uscire di casa con le decolté ed  un bambino in braccio , lo è per il mio compagno che nonostante i sette anni insieme non capisce il perché mi sia dovuta tatuare tutto un mondo sulle spalle.

Onestamente: la mia parte ribelle non sta in quei disegni ma più semplicemente nella scelta che ho fatto di mettere radici.

Chi mi conosce lo sa che se sparisco poi ritorno, che se non rispondo poi ritorno che se non domando domanderò. Chi mi conosce sorride pensandomi così imperfetta, così stupidamente creativa .

Attacata ad un lembo di gonna ormai logoro, mi accorgo che gli anni passano e che i miei desideri aumentano. Perchè scendere dalla nuvole quando si può ancora salire?cara vicina che mi guardi e pensi non posso prometterti che non disegnerò ancora qualcosa di me su di me, che non colorerò più i capelli che non mi vedrai più saltare nelle pozzanghere sotto il temporale.

 

 E a te? a te che non hai ancora capito chi sono cosa posso promettere?

 

che non smetterò di amarti anche quando non capirai, che porterò orgogliosa i segni del tempo passato con te, che il tuo nome è stampato con un bel carattere nello stomaco. Che se avrò voglia di scappare sarai il primo a saperlo e se scapperai sarò la prima a non chiamare perché la libertà è il primo dei nostri diritti.

Giu 27, 2012 - Senza categoria    1 Comment

criticità seminude

Criticità è…..ingoiare un nocciolino di ciliegia e pensare che possa per sempre compromettere il tuo modo di pensare, critico è il primo giorno con le lenti a contatto, un bicchiere di vodka a digiuno, il prezzemolo che prende dimora tra il canino e l’incisivo.Critico è stato il giorno in cui ho dovuto ammettere di aver copiato il compito di matematica, quel cinquantadue alla maturità e le prime metruazioni.Criticità davanti alla cavalcata con tacco dodici,al primo reggiseno imbottito e quel bacio che avevo sognato per mesi.Io ansiosa pentita bloccata da due giorni a letto per colpa di una crocs numero 23 ripasso ,per scrupolo, le regole di sopravvivenza dalle situazioni critiche e mi accorgo che in effetti sono più le volte in cui ho lasciato che la criticità prendesse il sopravvento.Così armata di cuscino myform, il bicchiere dell’acqua sul comodino, un occhio puntato sulle mail del lavoro e l’altro disperso in orizzonti paralleli elenco i miei punti deboli davanti alle controversie della vita:

1) non conto mai fino a 5 ma arrivo subito alla conclusione che comunque andrà sarà un disastro

2) nonostante svariate coliche di reni ed un travaglio di quindici ore ho sempre la lacrimuccia troppo facile

3) mi arrabbio sempre e solo con me stessa invece dovrei iniziare a tirare qualche pugno così dove cojo cojo

4) la mano cade sempre nel reparto surgelati perchè il “gelato da riflessione” sta troppo bene con gli occhi gonfi ed il viso slavato

5) penso alla morte come per esorcizzarla e me lo dico proprio ” ecco adesso tu hai pensato che morirai così la cosa non succederà almeno per questa volta”

Ma poi in fondo che cosa c’è di veramente critico se non che a volte sento la mancanza della mia terra, della mia famiglia e della libertà delle vacanze estive, quando finiva la scuola e andavamo al fiume a mangiare il cocomero.

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Che tempo speso male questo, io qui e tu all’asilo.Io che faccio la principessa e tu che giochi a fare il principe e mi baci, ti piace così tanto che ridi a crepapelle.Da quasi un mese non porti più il pannolino e indossi mutandine super modaiole.Mi dici con aria stupita “uuuu mamma come sei elegante!” senza suggerimenti.Il tuo amore per i trattori e le mietitrebbie è sempre altissimo tant’è che siamo riusciti a farti salire su una di queste ed hai tagliato due file di grano, è stato bello vederti così felice.Noi siamo due genitori concentrati, viviamo con il tempo scandito per non farti mancare nenache un minuto di noi e sembra che questo ti dia sicurezza.Siamo orgogliosi di quello che riusciamo a fare anche se in certi momenti ci sembra che il lavoro ci porti via tanto tempo ed energie.Ma è così Enrico siamo nel 2012 anno di nebbia totale, poca flessibilità e un costo della vita che non aiuta.Spero tanto che tu riuscirai ad avere più possibilità di scelta quando avrai la nostra età ti auguro anche però di avere un grande amore come quello che abbiamo io e babbo, è da lì che si trova spesso la forza di andare avanti e crederci.

Mag 14, 2012 - Senza categoria    No Comments

MAGNESIO

E’ nella fase tra l’euforia e la tristezza che mi pianto, attacco le radici ad un senso di disagio e disperazione totale, niente di preoccupante solo poca voglia di aderire alla rivoluzione. Lasciare che il tempo occupi lo spazio di un minuto e che l’egoismo dilaghi a macchia d’olio, quella macchia più ostinata che logorerebbe anche il cotone più raffinato. Sentirsi come quando programmi una vacanza ed il giorno prima di partire ti dicono che la mèta che avevi scelto è stata inondata dall’oceano, e nella reazione accorgersi che non ti interessava partire ma solo poter evitare per qualche giorno di stare a contatto con le abitudini. Sono impermeabile. E’ nella salita che devi essere pronta a metterti sui pedali e spingere, è in quel paesaggio che ti toglie il fiato e ti riempie gli occhi che devo trovare spunti e appunti per ritornare ad avere i capelli corti e la grinta. Sollevo la testa per cercare di capire cosa mi aspetterà e in che modo dovrò affrontare i chilometri che restano. Non esiste mèta per quelli come me, non esiste colpa negli altri, non esiste l’idea di stare fermi ad attendere tempi più fertili. Per quelli come me conta solo viaggiare al limite, superare gli ostacoli e godere dei risultati raggiunti. Quelli come me stanno cercando di recuperare il sorriso tra la lista dei desideri e la vita che incombe e non ti lascia spunti di riflessione.

 

 

 

ventotto motivi per non perderti di vista

 

hai gli occhi grandi come due fanali-le ciglia lunghe-borbotti come un anziano -ad ogni abbraccio batti la mano sulla schiena come in segno consolatorio -hai indizi di cantautorato in te-chiedi scusa guardando dritto negli occhi –non dai la mano- non dai la mano e non ti guardi mai indietro- ti lanci in spazi cosmici guardando l’infinito-apprezzi il tramonto, la luna l’arcobaleno – vedi in me una potente e feroce mietitrebbia- vedi in te in modo del tutto casuale zorro e un gattino- apprezzi la tagliata al rosmarino e pepe verde- sei cintura nera di ciuccio e valentino- ti lavi i denti in modo sparso- ti fai delle grasse risate quando ti insegno i baci eschimesi- ti piace puffo innamorato-ti piace trafiggermi con la spada- adori le olive, i capperi e le cozze- balli la musica cubana- berresti litri e litri di caffè d’orzo-maneggi con cura il coltello e la forchetta- vuoi che legga ad alta voce i libri di Crepet-  dici “pizza” con la esse – mi vuoi bene fino a dove riesci ad aprire le braccia-ti leggerei libri sul letto per sempre-girerei il mondo con te in bicicletta – potrei decidere di migliorare se a chiedermelo fossi tu-migliorerò la mia qualità della vita perché vederti pazzo di gioia rende felice anche me.

 

 

 

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Apr 13, 2012 - Senza categoria    No Comments

TI HO TROVATA LUNGO IL FIUME CHE SUONAVI UNA FOGLIA DI FIORE

 

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sto per un attimo a guardarmi la punta dei piedi, con le mie gambe da bambino degli anni cinquanta, ed i capelli che crescono come la gramigna in giardino. Ho la pelle sottile e fuori piove. Riconosco che l’età porta dei limiti ben chiari: fare tardi diventa più un imposizione che un piacere, la gente in giro si somiglia ed io divento ogni giorno sempre più esigente. Vorrei bere solo vino buono, mangiare in luoghi poco affollati ed avere dialoghi carichi di fascino e  umorismo. La penombra passa dalle finestre della camera, è mattino, non mi abituerò mai al pigiama, ci provo sempre entro sotto il piumone carica di cotone e ne esco solo con un paio di slip e una maglietta, è come se il mio corpo di notte rilasciasse tutta quella euforia che durante il giorno accumulo. Sono stropicciata. Cerco di sostenere la teoria della bella giornata, da quando ho deciso che vivere felice è più opportuno che vivere sembrando felici ricavo anche nel suono della sveglia un opportunità in più. So che sarà una giornata indecisa, quella in cui penso che pensare solo all’amore sia di una ovvietà imbarazzante, ecco sono ovvia, mi sento ovvia quanto quei detti sulle stagioni, quanto gli anziani davanti ai lavori stradali, ovvia come gli uomini quando parlano di calcio. La bocca che si appoggia alla tazza del the, le mani che canticchiano un vecchio ritornello per bambini, e il vetro del forno che mi dice bugie velate. Potessi sfornare cornetti caldi, solo per rendere più dolce il profumo di casa, lo farei certo che lo farei. E poi così per scherzo mi ritrovo in macchina e penso che esserci è davvero  una figata e che non esserci sarebbe stato davvero un vero peccato, una moto, un uomo o solo il fatto che qualcuno mi ha detto che per scomodare Dio significa che ci si ama parecchio,io oggi sento che lo scomoderei.

 

 

E tu sei lontano, che fai l’altalena sugli alberi caduti, che con gli stivaletti di gomma salti nelle pozzanghere, che ti fai amare più di quanto già loro non ti amino.

Devi amarli, devi amarli in proporzione, ogni tuo centimetro in più dovrà essere un po’ più di amore e rispetto, dovrai ascoltarli, usarli per dire quello che non riesci a dirmi. Dovrai custodirli nel cuore e pensarli anche quando sarai lontano e la vita prenderà il sopravento. Tienili per mano, abbracciali, sentili ridere e registra quel suono. Prenditi cura di loro e dei loro sguardi. Non mi manchi, sono solo felice perché tu hai l’opportunità di viverli così, senza sbavature.

Mar 28, 2012 - Senza categoria    2 Comments

ho il fascino di una moto zappa

 

 

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ho salutato circa un paio di mesi fa la mia parte più attenta e curata, ha deciso di prendersi un periodo di riposo, diceva che avevo dei ritmi troppo bradipi, che non avevo rispetto della fatica che è necessario fare per apparire in forma. Eppure ci avevo provato, quegli slip nuovi, la crema anti-distruzione, il massaggio nei punti critici, le pinzette riposte sempre dentro la custodia. Ma non è bastato, un giorno, lei mi ha detto ARRANGIATI, ha scritto due righe in un vecchio scontrino della profumeria e mi ha abbandonata. Non fosse che sono sempre troppo sensibile agli abbandoni non me la sto cavando male. Si vive  lo stesso bene senza avere programmato la prossima depilazione, senza tagliarsi la frangia, senza dovermi per forza piegare alla regola dello smalto perfetto.

Ebbene sì, perché noi donne siamo sempre lì, strette strette nelle nostre calze contenitive e nere, con il tacco che slancia ed il push-up che inganna. Ma che tortura paurosa non essere nata già bella e perfetta! Disfatta e deserta di buone intenzioni mi aggrappo alla regola del “al naturale”, e la differenza si vede, mi sento proprio come lo yoghurt: bianca, cremosa….acida. Che poi tutti i nodi vengono al pettine è proprio vero, il mio utilizzo del balsamo è da galera e nonostante i minuti trascorsi a frizionare e piastrare mi sento sempre elettrica e crespa. Alla fine ha proprio ragione mio figlio duenne, mi chiama mietitrebbia e per lui dovrebbe essere un complimento, la bellezza sta in chi guarda. Sta in chi giornalmente si ripone nel suo ruolo con grazia e maestria, in chi riconosce nel cambiamento un nuovo motivo di vita. In chi, come me, affronta un sogno e non lo subisce.

Eccomi qua bella e contenuta in qualcosa che mi piacerebbe affrontare senza crema idratante e ombretto, inutile nascondersi dietro un tocco di mascara io ci provo ad essere quello che non sono ma con i tacchi alti sembro un equilibrista in difficoltà,e diciamoci la verità di pagliacci in giro se ne vedono fin troppi.

 

 

 

Ha scelto te. Tu eri lì con il tuo viso da bambina e tante cose ancora da osservare. Avevi attraversato un pezzo del tuo percorso in salita e adesso ti riposavi in discesa. E lui tra tanti ha scelto te. Pensa che ti sentivi anche fuori luogo, anche sempre un po’ più indietro, ma lui da lontano ti ha scelta ed ha voluto solo te. Avevi anche ripreso il tuo bel ritmo lavorativo, con fatica e sacrificio hai affrontato i tuoi incubi e un po’ di quella malinconia che tenevi stretta tra le mani sempre, e lui ha deciso che solo tu potevi essere parte di vita della sua vita. Tu, sempre e solo tu, per qualcuno che ancora non conosci e già ti ama profondamente, sarai sempre e solo tu con le tue crisi esistenziali ed i momenti dove ti sembra che niente abbia un senso. Tu sarai il suo senso ed il suo prolungamento dei sogni. Tu non gli basterai mai.

Poi ci sei tu che non hai scelto, provaci a vivere e non pensare , prova a lanciarti senza sapere che cosa troveri. Alla fine, nel bene e nel male vi amerete di un amore folle.

Mina hai gli occhi belli lascia che gli altri possano guardarti.

 

 

Mar 7, 2012 - Senza categoria    1 Comment

men at work

 

 

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Non sei più credibile. A quasi trentacinque anni non sei più credibile come piccola donna. Le strade si intrecciano in questo giorno buio e bagnato, ho le mani piene di miele e male.

Arrivo con immaginari stivali di gomma ed un pesce come ombrello, canticchio Tu non mi basti mai di Lucio Dalla. Giorni precoci e quei puntini da mettere sempre sulle “i”: istrionica, insaziabile, inconsolabile, imprevedibile. Se fossi diventata un atleta, se avessi solo allenato il corpo chissà dove sarebbe andata la mia testa oggi? girovaga, solitaria, benedetta, armoniosa. E continua la mia ricerca di Dio e delle cose che via via perdo e poi ritrovo e poi perdo. Di diverso c’è che certi disagi li affronto nella posizione di attacco e mai più di difesa, di diverso c’è che non ho più lacrime le ho versate tutte un po di tempo fa, sono sottilmente irritata da quelle macerie che si ripropongono, mi sono abituata all’invidia, mi sono abituata al rimorso ma mai e poi mai mi abituerò a quelli che  vedono negli altri e nel mondo la causa dei propri disagi. Chi ha detto che sarebbe stato facile mettersi in prima fila armati solo di inesperienza e volontà?

E intanto suona nell’aria la parola tramonto, e in effetti se mi mettessi in piedi su quella gru in lontananza forse apprezzerei certe strade più di quanto non faccia adesso. Così fatta di eventi e di giorni auguro a tutti quelli che hanno intenzione di costruire, di pensare anche ad un modo ingegnioso per distruggere e ricostruire sempre, sempre e comunque. Così metto l’elmetto e  gli occhiali e faccio il meccanico per il mio ometto e per tutti quelli che pensano che sia fatta solo di parole ed ossa.

 

 

 

Enrico è un bambino di quasi ventisei mesi, non è più speciale di altri bambini, Enrico ha gli occhi felici, come dovrebbero avere tutti i bambini, a lui non interessa domani, come non dovrebbe interessare normalmente  ai bambini. Lui è curioso sempre di più e chiede “questo cos’è?”, usa il congiuntivo senza saperlo e si inventa i testi delle canzoni. Enrico vuole fare le cose da grandi ed usa l’Iphone come se lo avesse visto già mille e troppe volte.

Lui è felice così felice che dopo essere scivolato nella vasca da bagno vestito si è rimesso in piedi e con un bel sorriso ha detto “mamma visto ? tutto bagnato”.

Enrico è un episodio di amore, e tutti i bambini dovrebbero poterlo essere. Lui è nostro figlio con i suoi primi passi di indipendenza e la sua saggezza infantile, lui è tutti quei bambini che se potessi adotterei. Per spartire il tanto e troppo amore .

Gen 14, 2012 - Senza categoria    No Comments

duetto di un papero ed un pollo al pianoforte

 

 

Guardami, guardami ancora, come quella notte di due anni fa, guardami come se dovessi scomparire per non tornare, guardami dentro lo stomaco, in quella parte dove ho lasciato andare tutte le inibizioni, guardami come si guardano i tramonti, guardami come si aspettano i ritorni.Abbiamo naufragato in una notte, ci siamo permessi il lusso di non pensare a cosa stavamo dicendo , a cosa stavi per fare.

Qui è  tua madre, tua figlia e tua moglie che scrive, qui sono tutte le io che si sono evolute in una notte.Ho preso finalmente consapevolezza di quella che sono, la tua irrazionalità bambina ama la mia parte fragile e insieme giocano a rincorrersi.Tu dentro di me.Io dentro un altro corpo.Adesso lo posso ammettere: darti la vita è stato darmi un altra possibilità.Mi sento invincibile, tu i tuoi due anni, noi che duettiamo su melodie diverse, io che corro per non perdere l’autonomia, tu che corri per seminare la razionalità. Amo i tuoi due anni come si ama la bellezza oggettiva, amo le tue scarpe piccole piccole, amo il pigiamino che ti metto, amo le storie che ti racconto, amo quella che sono diventata dal giorno in cui ti ho messo al mondo.

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Dic 3, 2011 - Senza categoria    No Comments

BILANCI E BILANCE

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Con un occhio sul mondo ed uno sul tempo, con le scarpe dai tacchi difficili, con un cappotto da bambola scozzese, con la frangia che periodicamente ritorna, con la gloria e la gioia, con tutte le difficoltà di essere sempre presente, omnipresente, assente.Con un piede che tocca la luna ed uno che sfiora la sabbia fredda in una giornata d’inverno al mare.Con il sole, un ufficio che diventerà un castello, con un nome per ogni pastello.E la bilancia che affronta il mio peso con l’ironia di chi sta per essere scoperto con le mani dentro il vasetto della marmellata.Con le amiche e quelle storie di mamme che raccontano di sesso e stress.Con un dvd della Pimpa e le collane di didò.Eccomi dentro la rete, avvolta nella fretta e cosparsa di un ottimismo compulsivo che fa paura visto il momento storico.Denro un alfabeto, nei tasti del pc e nella musica che ci ha sorpresi distratti e lontani.

Perchè quando voglio fare tutto dopo non riesco a fare più niente, nella riunione che sta avvenendo con me stessa, all’ordine del giorno c’è la parola BILANCI.Il momento è delicato, perchè di solito ne esco perdente.Gli obiettivi che mi ero data, se sono stati raggiunti è perchè qualcuno mi ha dato una mano, il resto è ancora lì accantonato in attesa di finire sotto la parola cespiti.

Mio dolce fagottino di amore, spero tu possa provare il brivido che si prova ad essere stimati da qualcuno, spero che accadrà per il tuo  modo di essere uomo, per come ti sarai creato la tua corazza, per quello che avrai imparato viaggiando e stando a contatto con persone diverse da te.Per adesso hai quasi 23 mesi e porti il 23 di scarpa.Sei riuscito a non fare nenache un giorno di assenza all’asilo da maggio hai una passione per la pimpa e il trenino thomas, e sei perdutamente innamorato di tua nonna, ma come darti torto ti guarda come se fossi un gioiello unico e prezioso.Hai ancora il profumo di latte e miele e parli in continuazione.Forse sei mancino sia di piedi che di mani.Spero possa rimanere in te questa grande passione per l’aspirapolvere e l’ordine ( senza diventare maniaCale pero!).Ed io, io mi organizzo la vita in modo da poterti vivere intensamente, lascio che tu mi guidi alla scoperta del mondo, io ti leggo tanti libri e ti racconto di Babbo Natale io ti insegno a fare le bolle dentro la vasca da bagno e a fare i dispetti a babbo.Io mi chiedo tante volte al giorno se sto facendo bene.ECCO CHI SONO

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