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Set 9, 2015 - Senza categoria    No Comments

GIUDICE

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Ho sottratto sempre troppo tempo a giudicare gli altri.

Poi in un attimo tutto cambia, arriva un giorno, quel giorno, quello che non potevi aspettare, quello dove ti sentirai giudice corrotto di te stesso, punterai il dito sulla tua fronte e dovari fare i conti con la giustizia interiore. Giudicati caro essere umano, cara piccola e arrancante donna. Prenditi tutto il tempo che serve, che tanto da oggi in poi tutto non sarà più come prima. Dichiara pure il falso, la tua coscienza ribatterà e ti denuncerà per falsa testimonianza. La colpa più grande, è stata quella di smettere di credere.  Non sono innocente io c’ero, ero lì quando il mondo è crollato, quando un feto non è cresciuto, quando ho messo tutti i sogni e le speranze dentro il trita documenti, io c’ero quando ho pugnalato la speranza di ripartire.

Si muovono le cose intorno, i pensieri di una vita, le occasioni perse, le foto della carte d’identità, i giorni felici, quelle corse per accaparrarsi il cuore di un essere umano, tutto vola intorno e non hai più voglia di saltare per aggiudicarti anche una parola di conforto. Hai una giuria feroce, gli amici. Quelli non perdonano, hanno la verità assoluta in una chiavetta usb, ce l’avevano già prima di conoscerti.

Perché la bellezza è un crimine, il sorriso è un crimine, l’entusiasmo è un crimine, la vitalità che ha nutrito tanti giorni diventa un pericoloso trucco per nascondere tracce di te. E nessuno si domanda se quel vuoto fisico sia segno di dolore, stai su grazie al tuo dito puntato e a quello di tutte le persone che pensano che essere sempre così presente è segno di salute e prosperità. E ti senti ladro, ladro della tua purezza, ladro di stati d’animo. Si chiama stanchezza, si chiama tristezza, si chiama paura, loro la chiamano frivolezza, io ho dovuto accettare il suo nome medico, a suon di euro e seratonina, ho dovuto accettare che non era tutto il mondo che stava crollando ma soltanto il MIO.

Giudice di me stessa, mi propongo riti abbreviati, isolamenti, reclusioni, ma il dolore di avere compiuto un atto così crudele mi porta a non sapermi giudicare, a vivere nell’incertezza di cosa ne sarà di me.

Signor giudice l’ho dovuto fare, il mio sguardo si stava spegnendo, non riuscivo più a capire dove fossi e quale fosse il mio scopo, e così ho ammesso che non ero più felice .

E tutti non se l’aspettavano e tutti hanno iniziato a gridare, giudicare, insinuare esporre le proprie teorie e tutti non hanno colto l’occasione per rispettare, ma neanche io l’avrei fatto SONO COLPEVOLE.

 

Caro Enrico,

quanti giorni passano, sono così tanti e volano, io ho tentato di tutelarti ma tu sei così sveglio e determinato, ti fai domande e me le riporti sempre con modo educato e delicato. Non sono perfetta hai potuto capirlo tardi, perché ho provato a nascondertelo (sbagliando!). Sei bello, sei permaloso e testardo, sei corretto, cammini tanto e ti dimentichi che avresti il diritto di lamentarti, non chiedi apertamente le coccole ma comunichi il tuo amore, hai iniziato ad annoiarti a capire dove sono i limiti, prendi il tuo mondo fantastico e lo porti anche fuori, il tuo pugno è segno di sfida, hai una maglietta con il mantello e mille travestimenti, il tuo amore per i cartoni animati “lunghi” a volte è esagerato. Sei uomo, quando arrossisci, quando guardi una bambina e fai il finto timido, quando senti che stai fallendo e ti butti giù. Sei il nostro NOI e lo sarai per sempre, sei il fratello e la sorella che continui a chiedere e poi ti dimentichi e chiedi una pianta carnivora, sei l’ostacolo quando non riesco a mettere insieme i pensieri e le lacrime, sei stato notti insonni e paura di sbagliare , sei un carico importante e determinante per le nostre scelte. Ma guardarti negli occhi è ancora la più grande medicina che conosca. Dove tutto è gelido tu sei il calore, sei la parte bella di me grande amore.

Dic 23, 2014 - Senza categoria    No Comments

IN…..stabile

 

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Le cose non si creano e non  si distruggono le cose accadono.Sono partita mesi fa, il mio viaggio è stato condizionato dal mio passato, il mio viaggio sembra appena iniziato, e i mezzi di trasporto non hanno  ruote , ne ali ne rotaie, Galleggio in una nuvola che cambia spesso forma e colore, mi accoccolo come un feto e spero di poter arrivare a destinazione senza troppi lividi, non ho fretta, non posso avere fretta, devo pretendere di non prendere velocità, lo devo a me e lo devo a tutti quelli che pensavano mi fossi finalmente fermata.Non sono una che si ferma, sono un corpo in continuo fermento, ho il profumo del passito, credo di avere qualcosa che si chiama :iperattività.Condizionata dai condizionamenti mi sono adattata a tutto quello che la società mi ha prescritto: sono riuscita ad alimentarmi di regole, a curarmi di luoghi comuni, ad uniformarmi a quello che indirettamente qualcuno mi ha chiesto, e adesso vengo multata, sono ad un posto di blocco e la mia bocca non riesce a sorridere, a piangere a gridare.Gli effetti indesiderati mi comprimono il cuore, che prende la forma, la consistenza ed il colore di un diamante.Sono fusa e confusa, e sono donna, devo continuare a ripeterlo : SONO UNA DONNA.Non posso riordinare i pensieri di un anno, sopratutto di questo anno, non posso più tenere nascosto il gusto che provo a dormire in un letto di lenzuola stropicciate. Perchè le donne ah le donne, non si accontentano mai, devono arrivare a comprimersi il cuore per essere ricoperte di attenzioni e carezze.Così prendo colla a caldo e nastri e mi addobbo insieme alla mia nuvola, ondeggio carica di brillantini dorati e penso che in fondo non sarebbe male fermarsi e rintanarsi dentro una tana di gommapiuma.Sono un inguaribile in….stabile, sono quella che toglie le lenti a contatto e le appoggia sul comodino, che dorme abbracciata  ad un pupazzo blu e peloso, quella che viaggia con la macchina piena di scarpe, calze colorate e pensieri in tormento.Anche questo anno si avvicina alla fine, un anno indimenticabile da molti punti di vista, l’anno nel quale il mio corpo ha deciso di combattere la sua guerra e l’ha fatto senza mandare una mail, un messaggio su whatsapp o semplicemente uno squillo, l’ha fatto e basta si è trovato a doversi contorcere per ricercare qualcuno che si era nascosto dietro il bastoncino di legno di uno zucchero filato.Mi auguro tante cose, ma la più bella che posso augurami è di riuscire ad imparare a non tenere dentro così tante emozioni, perchè stavolta ho proprio rischiato di esplodere attaccata ad una nuvola vestita da cameriera bavarese e con le parigine a righe fucsia e marroni.Non ho fretta di crescere, ho solo un enorme , immensa, appassionata voglia di vivere.

 

Sei stato lì, ad aspettarmi, hai avuto paura di perdermi, ed io non sono fatta per raccontarti bugie.Non posso dirti che le paure non esistono,Tu però sei un bambino talmente in gamba che sei riuscito a prenderti cura di me, mi hai accompagnata con la classe che solo gli uomini degli anni 30 avevano.I tuoi passi incerti si sono trasformati, adesso sei tu a dire che vorrai fare il cantante, lo scienziato pazzo e l’esploratore.Tu esplori i cuori, sei curioso,attento e prudente.Hai un migliore amico, quasi fratello che si chiama Dario, ti abbandoni a risate sguaiate quando ti faccio il solletico.Mi dici che sei fiero di me, e lo dici come se sapessi il significato, ed io continuo a dirmi che dovrò lasciarti libero, libero di guardare le stelle , libero di toccare le finestre con le mani, libero di fare colazione sul divano, di apprezzare una giornata sotto il piumone a guardare film, libero di prenderti il tempo di non rispondere in fretta alle aspettative che gli altri avranno.Continui ad essere il mio amore più grande, e sento di doverti chiedere scusa per tutte le volte che ti ho negato il diritto di prenderti in braccio e avvicinarti al cuore, l’ho fatto perchè avevo paura, paura che tu sentissi quanto questa mamma e questa donna hanno paura dell’abbandono.Lasciati amare e non accontentarti mai, devi avere il diritto di sentirti amato come fossi l’unico uomo al mondo.

Lug 18, 2014 - Senza categoria    No Comments

Stupido stupore

 

 

 

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Ero sicura che prima o poi ci sarei ricaduta, una breve pausa fatta di istinti ed eccomi a non percepire più la realtà.Un 2014 decisamente in salita mi ha inghiottita in una sostanza poco nitida, mi sono trovata senza biglietti da visita, senza fotografie senza un nome e una storia, persa in una piazza fatta di carta.Si chiamano momenti bui, capitano, si chiama “visione distorta ed esasperata della realtà”.Io più che distorta mi sono trovata dopo anni con i piedi incollati alla superficie di un ufficio senza poter dire :”fermati mondo che scendo”L’entusiasmo scaduto dentro al frigorifero, la fatica sempre dentro la borsa, le chiavi di casa appese su un ramo. Non c’è prigionia peggiore di quella che crea il corpo quando la bocca e le mani non esprimono, quando il sangue si fa amaro e gli occhi perdono la visuale ampia e si focalizzano solo sull’ora e poi mai.Non sono una persona triste, sono una donna impulsiva, sono una sognatrice seriale, una di quelle che tagliano i capelli per allegerire i pensieri, che mettono scarpe diverse, una di quelle che non pensano a fare stare bene la cintura con la borsa, ma piuttosto il colore della copertina di un libro con quello del cielo, sono un eterna bambina senza il controllo dell’ora e del conto corrente, sono una palla al balzo caduta nelle mani sbagliate.Ci sono volute ore intense di non percezione, giorni di litigate con uno schermo piatto,ci sono volute perdite, finte battaglie, una valigia vuota riposta dentro un hard disk ed eccomi a fare il bilancio oggi.Gennaio, ti ringrazio per il compleanno di mio figlio, per la grinta e la determinazione, Febbraio, ti ringrazio per la gastrite,gli errori e il tremolio alle mani, Marzo ti ringrazio per la prova di coraggio, la lacrima facile e la scoperta di un corpo diverso, Aprile ti ringrazio per il dolore, la rassegnazione, il disagio, Maggio grazie per la scoperta, la vacanza in Sicilia, la rinascita, a te Giugno grazie per il ritrovamento del mio controllo, il profumo dei gelsi e la fine di un sogno, a te infine Luglio devo molto, un compleanno importante,la grinta che spinge da ogni parte, ma visto che non sei ancora finito ti prego di cercare ovunque l’entusiasmo, sono mesi che non lo trovo più, eppure ricordo bene di averne ricevuto in dono molto fin da quando ero piccola, riconosco di averne utilizzato in grande dosi ma non può essere finito proprio adesso, proprio adesso no! Sono stupita, stupita da quanto tempo perdo a pensare, da tutto il tempo che trascorro a trovare alternative, sono stupita di me stessa,dal mio attaccamento alla vita e al tempo stesso da quanto in questi mesi mi abbia spaventata vivere ogni giorno.

 

Amore della mia vita,

so che quando leggerai queste righe non capirai del tutto, tua mamma è decisamente filodrammatica nell’esporre momenti e pensieri un pò più tristi, fortunatamente non è niente di grave, il periodo in generale nel mondo non è un granchè, una grande crisi di ideali,pochi soldi, guerre dove muoiono tante persone.La mia è una costante guerra interiore, quella della perfezione.Nessuno è perfetto, e prima lo capirai prima ti sentirai meglio.Immaginati la tristezza che sarebbe se tutti fossimo perfetti.Le doti più grandi spesso vengono fuori dalle imperfezioni.Tu non sei perfetto, ma sei mio figlio, hai 4 anni e mezzo, hai subito un intervento dove ti hanno messo dei drenaggi nelle orecchie e tu vai a raccontare che non sei un bambino come tutti gli altri, ma un bambino speciale perchè hai due tubicini in più nelle orecchie, metti tappi e cuffia e nuoti senza braccioli nell’acqua alta, adori la piscina.Continui ad inventarti termini e dai anche una spiegazione logica,sei un bambino testardo, determinato, sei un bambino con una grande fantasia, usi i travestimenti per entrare nel tuo mondo e fai stacchetti e canzoni per ogni momento diverso della giornata.Continuo ad essere innamorata di te,  nonostante i piedi non siano più piccoli e nonostante un a tua forte indole all’autonomia. Ti vedo crescere e ringrazio per ogni giorno che ti vivo così sereno e felice, cerca di continuare a stupirti come fai oggi per tutti i tuoi progressi e le tue conquiste…..io qualche volta mi dimentico di farlo! Ti voglio bene fino al mondo di batman ed oltre

la tua mamma

Mar 26, 2014 - Senza categoria    No Comments

La forma dei pensieri

E in un grande silenzio mi partì un pensiero. Si agganciò ai bottoni della giacca della mia vicina di posto. Scivolò sulla panca di legno e si appoggiò a Dio. Rimase agganciato a quel fascio di luce, quello che dicono di vedere le persone che ritornano a sentire il cuore battere. Riprese il suo viaggio solo dopo essersi assicurato che in ogni parte del mondo ci sono pensieri  piccoli, pensieri  grandi, pensieri pesanti e pensieri leggeri, pensieri che prendono il volo per mai più rientrare. Il mio pensiero in volo fu l’unico ad essere in movimento, io ero immobilizzata sulla mano di mio padre, come per paura di poterlo perdere, come per dire non temere.

I pensieri tristi sono egocentrici, non ti lasciano mai il tempo di ribattere, se ti cadono su un piede non chiedono scusa, si mangiano  la parte più buona, i pensieri tristi ti tengono rinchiusa nella casa sull’albero ma con le finestre chiuse, sono quei pensieri che bloccano il normale scorrere dei fiumi, i pensieri tristi ti sfiorano le labbra solo una volta e poi ti lasciano senza niente da bere in casa. I pensieri tristi tolgono la corrente proprio mentre sei nel finale di un film.

Ripresi a muovermi solo sulla frase il signore sia con te, ho sempre pensato che se davvero qualcuno che non posso vedere mi segue e mi protegge cosa può aver pensato tutte le volte che ho messo le dita nel naso o quelle che mi sono fotografata nuda?

Se quel signore adesso è effettivamente con te, spero che abbia un divano comodo e tanta fame.

I pensieri felici sono quelli che chiedono permesso, che ti lasciano il pezzo più buono della bistecca, sono quei pensieri che ti passano l’accappatoio quando esci dalla doccia. I pensieri felici sono quelli che non hanno bisogno delle chiavi della macchina ti accompagnano a suon di Romagna Mia a casa a piedi i pensieri felici ti  baciano fino a stancare le labbra.

E il silenzio si perse in una lacrima che scivolò proprio dove non doveva, in mezzo alla storia di una vita, così fu il caos, e dentro a quel terremoto di emozioni riuscii ad attaccarmi all’unico pensiero che aveva deciso di rimanere fuori ad aspettare, un pensiero timido e riservato. Il pensiero di te.

 

Grazie, avere  avuto di nuovo dei genitori  alla stessa tavola dopo quasi 25 anni è stato il più bel regalo che mi potessi lasciare, se solo avessero capito prima che l’amore è fatto di tante sfumature e che si può non amarsi più ma continuare a parlare della vita che passa e che si trascina via le cose più belle, magari sarebbe stato più bello.

Feb 28, 2014 - Senza categoria    No Comments

Combinaguai

Ci sono cose che mi vengono veramente bene, gli spaghetti alla carbonara,  la torta pere e cioccolato e la tartare di tonno e avocado, poi ci sono cose che mi vengono veramente male: guardarmi negli occhi e dirmi la verità.Sono mesi che non scrivo al mio cuore, le tende tirate, nessuno bussa alla porta ed il prezzo del biglietto sembra veramente troppo alto per le mie possibilità questa volta. I brividi che provo quando sciolgo il cioccolato, il profumo che arriva fino alle vertebre, in mezzo alla cucina c’è tutto lo spazio per la mia nuda creatività. Ma la verità rimane sulla punta della lingua, insapore ed inodore.Ammettere di non essere così brava a fare tutto mi fa sentire una donna di poco spessore, il fatto di non avere muscoli a sufficienza nelle braccia mi fa sentire una donna di poca sostanza, il solo fatto di non scrivere come una donna mi fa sentire puntualmente un uomo mancato.Accumulo tossicità invisibile da tutte quelle persone che piangono su se stesse e l’ho fatto anche io pochi giorni fa.Ma poi l’incantesimo finisce e spunto io, vestita come un cartone animato in pigiama, ricomincio così dal nulla a rimbalzare di cuore in cuore,si riavvia tutto quello che sembrava immobile e vedo orizzonti che prima pensavo fossero di carta velina.E così combino guai.Una cosa che so fare alla perfezione è combinare guai.Sono una combina guai strategica, una di quelle che riconoscendo che la giornata è iniziata con i capelli crespi e il colore dei calzini diverso si aspetta che qualcosa accadrà a breve.E non mi deludo mai.Così riavviata da mesi di sole a intermittenza, porgo l’altra guancia, questa volta per sentire un po di calore.

 

Quattro sono pochi per sapere già come si dice pozzanghera in inglese, sono pochi per non pretendere più il bacio della buonanotte, quattro sono pochi per non ammalarsi da quasi tre.Sono pochi anni quattro per decidere che i capelli io non li so asciugare e anche per capire che certe cose è meglio non farle perchè altrimenti chissà cosa succede.Sei tu, con i tuoi occhi tondi, sei ancora tu, più alto sempre magro.Hai la stoffa di quegli uomini gentili, quelli che non si vedono più in giro, raccogli fiori e dici di essere felice.Segui con attenzione tutto quello che è fatto di colonne sonore, cantautore di pezzi di vita, ti racconti come se stessi vivendo in una bella favola.Io sono tua mamma, tua moglie, una lottatrice di sumo, a volte riesco ad essere anche un albero.Tu vorresti sposare tutti i tuoi amici, e  se ci penso hai ragione anche io in questo momento vorrei sposare delle mie amiche.Vuoi sapere che cos’è un tesoro? un tesoro sei tu che nascendo hai fatto brillare il mondo, un tesoro sono tutte quelle persone che incontrerai nella tua vita e lasceranno un puntino di senso, un tesoro è quando ti svegli e sarai così a posto con te stesso da non avere pensieri, ma non ti preoccupare avrai tempo per esplorare tesori.In tanto la tua mamma albero sta cambiando di nuovo le foglie tu preparati con la maschera delle tartarughe ninjia che ci sarà da divertirsi.

Dimenticavo io ti voglio bene fino al mondo di batman e anche oltre

Ott 30, 2013 - Senza categoria    No Comments

ACCIUGHE POLITICA ENTUSIASMI

Per apprezzare una crepes al cioccolato non basta avere fame, ci vuole la testa leggera. Leggeri i pensieri su un amaca appesa in cielo. Un auto vintage, le corse verso un ponte interrotto, il profumo della scuola materna, di quei pezzi di piccola vita, di pastelli colorati. C’è confusione quando vorresti annullarti per lasciare spazio, quando  nelle scatole per il cambio di stagione metteresti tutto il corpo, in attesa di una stagione meno crudele. Si chiama SEPARAZIONE il leitmotiv della mia vita, forse avrei preferito fosse stata una parola meno vibrante, che ne so ACCIUGHE,POLITICA,ENTUSIASMO. E più sei di pancia, più certe separazioni ti prendono le gambe e ti trascinano al largo. Penso allora che a tutto c’è un rimedio, forse ti metteresti anche tu  nella scatola con me, hai sofferto così tanto e adesso dici che non ce la farai, ma io lo so che ti serve solo il tempo di rimettere i piedi nelle tue scarpe, recuperare un po di energia pensando che sei ancora in piedi nonostante tutti quegli schiaffi. Noi donne e voi uomini, che cazzate continuo a raccontarti, tu le conosci bene le donne, non posso nasconderti che se un fiore non si annaffia costantemente poi si affloscia e muore, le donne sono fiori, sono spine, sono semi. Le donne non aspettano, in poco stravolgono .Ma tu non cedere alla tentazione di lasciarti andare, di allargare le braccia in segno di sconfitta, non piegarti al desiderio di buttarti sul divano per non rialzarti più. Qui c’è spazio, il cambio di stagione non è ancora fatto, ti lascio la scatola più comoda, te lo devo tu mi lasciavi sempre la parte più buona anche del pollo arrosto. Fino a che  non sarà  ABBANDONO c’è ancora speranza

Ott 10, 2013 - Senza categoria    No Comments

amarsi a pranzo e a cena

Se ti va potrei infilarmi dentro la carta di un ferrero rocher, addolcire la mia scorza acida, ritirare le parole che ho detto e ricominciare a camminare scalza per casa. Se ti va potresti accogliermi di nuovo tra le tue braccia, nonostante le ferite e le fratture. Se ti va potremmo sdraiarci sotto la pioggia e provare a ripulirci da tutto quel fango che ci siamo tirati in silenzio. Poi se mi va  potrei tirare fuori dall’armadio la berretta di lana a righe e dirti “facciamoci una fotografia”. Non sono credibile e lo sai, io triste, io immobile , io con i pensieri in ordine, non sono io. Così mi ricandido, cambio, mi tolgo quell’espressione da gatto imbalsamato recupero due o tre orecchini senza gemello, tu aspettami con un mazzo di tulipani invisibili, le scarpe da ginnastica, in sottofondo “una giornata perfetta” e quella bocca sorridente. Io ritorno. D’altra parte  a volte è dura amarsi a pranzo e a cena senza un massaggio per la schiena. Così rinnovo il mio infinito amore, e lo faccio con l’armadio in disordine, le unghie colorate, le scarpe sotto il letto, i coperchi in giro, gli avanzi nel frigo ed un piumone dimenticato in lavanderia da almeno quattro mesi. Sono esausta del mio broncio e anche dei miei progetti sola, alla fine il piano b appartiene ai più coraggiosi ed io si sa nasco e morirò fifona. Ti passo la mia copertina morbida, è il mio scudo nelle giornate tristi ma può diventare un rifugio nei nostri pomeriggi di divano. Continuo ad amarti anche se sei un uomo.

 

 

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Pasticcino di amore per me continui ad esserlo, anche se i no superano i si, anche se nel nuovo asilo sei  cintura nera di visite nel tappeto del “pensare”, anche se perdi  le redini  del discorso appena la tv si accende. Nel tuo letto dormono ancora Valentino ed il topolino, la tua colazione è fatta di piadina e prosciutto ed i tuoi aperitivi sono fatti di sedano e carote. Sono una mamma disequilibrata, cerco tecniche subdole per nasconderti i miei momenti bui, ma tu mi smascheri  lo fai sempre. Oggi vorrei dirti che non ho più paura di perderti, che non ti tratterò quando vorrai volare, che non insisterò per farti studiare ti starò vicino cercando di indicarti le varie scelte ma non sceglierò mai per te, te lo devo, tu mi hai lasciata libera di poter pensare, tu continui a salutare senza pretendere di trattenermi. Dimenticavo sei un piccolo autore di canzoni, spero tu possa ridere quando ti rivedrai nei video, babbo si emoziona e piange, io mi riempio di energia. Sei vita

Set 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

Risorse disumane

Cosa ho fatto negli ultimi cinque mesi? ricordo solo di essermi affacciata per guardare il cielo e da lì non ho più smesso.Sto attendendo risposte che ho già avuto, vivo con la speranza che qualcuno venga a bussarmi sulla spalla dicendomi “benvenuta sei su scherzi a parte!”, un estate non proprio da ricordare in toto mi sta rincorrendo , ed io che nell’ultimo periodo andrei vestita solo di polaroid , scappo perdendo pezzi indispensabili di me stessa.Che dire, quando mi voglio abbattere lo faccio proprio bene.C’è qualcosa che non rientra nel mio disegno ed io mi fermo, il segnale di anomalia parte in ritardo e vedo nero. Capricci.Lentamente passa la stagione calda, quella dove di solito do il peggio di me, e con questa passeranno le mie lunghe riflessioni notturne, sinceramente devo ancora capire perchè il sole abbia deciso di assorbire tutta la mia energia, ma forse anche questa domanda dovrei lasciarla ad altri.Cosa provo quando lo zucchero è finito? FRUSTRAZIONE. Nell’ ultimo anno svariate certezze mi hanno abbandonata,negli ultimi anni ho abbandonato tanti vestiti, tante persone e tante paure.Mi dondolo tra le perdite e i ritrovamenti, il cielo oggi è azzurro, di quegli azzurri che disegnavo quando ancora non mi sarei mai immaginata che a 36 anni sarei stata ancora capace di piangere. Anche questa è vita, di colori più o meno definiti, di picchi emozionali al contrario, di sgretolamenti intellettivi e intellettuali.

Sono ferma immersa in una disumana considerazione di me stessa.Sono donna, il problema è solo questo.

 

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Sentite, venite, ascoltate…..ci chiami ragazzi quando vuoi attirare la nostra attenzione, hai la coda di un topolino comprato all’ikea come antistress, chiedi i “grattini” sulla schiena.Hai gli occhi felici e limpidi,ti piace cantare e sei il re dei travestimenti, hai chiesto in regalo un vestito da lucciola per quando sarai grande e noi ci siamo fatti delle grasse risate.Ogni volta che ti vedo nuotare ti penso dentro la mia pancia, sei elegante e morbido nei movimenti.Sei testardo, hai voluto togliere le ruote piccole alla bicicletta e adesso stai imparando,stai crescendo così in fretta che a volte mi fermo a guardarti per ricordare come eri.Da mesi ormai non siamo più una cosa unica, ma ci sei tu come essere umano, ed io aspetto che tu mi parli per capire come stai e cosa provi.Sto cercando di insegnarti ad esternare le tue emozioni a non vergognarti sopratutto a dire le cose belle, devi dirle Enrico, lo devi fare guardando negli occhi chi ami, lo devi fare anche quando ti sembreremo lontani dalla tua mentalità ,lontani dalla tua generazione o solo anziani. Continuo ad essere orgogliosa di te e di tutte le tue conquiste.

Apr 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

IN CORSA





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Qui sta il destino di quelli che aspettano sempre un raggio di sole per ricominciare a ricaricare le pile. Ho passato l’ultimo periodo a trovare una soluzione alternativa al dolore, spiego meglio: per indole ci si lamenta sempre di qualcosa che non si vede e non si sente, ed il periodo storico ci aiuta notevolmente ad elaborare teorie al quanto pittoresche, finchè un giorno non ti capita qualcosa che può in qualche modo alterare o addirittura cambiare la visione e questo può avere il nome di dolore fisico. Avere un motivo tangibile rimette in discussione quelle belle e fascinose piramidi di cavolate che uno nel tempo mette su: ed io sono cintura nera di piramidi. Credo che con gli anni non si acquisti saggezza ma anzi si faccia una miscela di considerazioni storte e così lontane dalla realtà da apparire solennemente fuori tempo .Temo il  tempo che passa ma non tanto per le energie che via via si perdono, o per le occasioni che non torneranno più ma per la paura di poter un giorno guardarmi allo specchio e scoprirmi ridicola. Naufraga assoluta nel mio oceano di conclamate cazzate adesso non posso più perdermi in un bicchiere d’acqua, o in un occhiaia più marcata, sono storta e consapevole che tra poche settimane passerà il dolore ma ritornerò un po’ meno concreta.

E’ un pò come continuare a fare prove di costi di voli su internet togliendo tempo ad un abbraccio, l’ultimo sono sicura che mi donerebbe energia il primo fa parte di qualcosa che non ha senso di esistere fino a che non c’è veramente un progetto di viaggio. Non importa se il sole dovesse stare in ferie, il mio raggio è appena uscito dal cuore ed è pronto a ridarmi energia, a cogliere ogni situazione come un occasione, la mia indole precaria si scioglierà con il caldo e senza il dolore si può pensare a riprogettare un pezzo di percorso.

Corro, voglio correre in cima ad ogni spigolo, voglio correre per perdere un treno, voglio rincorrere il mio sangue nelle vene fino al giorno in cui mi ritroverò davanti allo specchio con un naso da clown ed i seni che toccheranno il pavimento.

 

 

Quaranta mesi.

Parola, giochi con le parole come tua madre

Sorriso,ne hai sempre uno come tuo padre

Fantasia, la modelli a tuo piacimento come tua nonna

Amore, lo doni con consapevolezza e parsimonia come tuo nonno

 

Sei un bambino che fa domande del tipo: mamma perché non mi hai fatto le ali?mamma perché non posso arrampicarmi come l’uomo ragno? mamma sei felice?, tu sei il nostro specchio nel quale tutti i giorni ci rispecchiamo. Rifletti costantemente i nostri stati d’animo ed hai già chiaro il potere che può avere una tua risposta. Hai imparato ad andare in bicicletta, sei prudente e segui le regole. Hai ricevuto 16 uova di cioccolato per pasqua e questa mattina mi hai chiesto : mamma perché così tante? ti ho risposto che tante persone ti voglione bene e che è una cosa bellissima, ma forse avrei dovuto risponderti che è bello anche se poche persone ti vogliono bene e che le persone non si pesano da quanti kilogrammi di cioccolato ti regalino ma da quanto sono disposte ad aspettare senza poterti abbracciare o guardarti negli occhi. Cavoli se ti auguro di essere un giorno un uomo in pace con il mondo e con te stesso!

 

 

Feb 22, 2013 - Senza categoria    2 Comments

egofarfalla

 

 

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Voglio vedermi così, come una femen, capelli e seni al vento, provocante e provocatoria, magari arrivare sopra un elefante, con un bel tatuaggio di Moira Orfei e trofei, unghie lunghe laccate, scie di profumi e sorrisi ammiccanti. Voglio cene stravaganti con gatti parlanti ed un cappellaio matto che mesce the di indubbia provenienza. Voglio abbuffarmi di cibi esotici e abiti fatti di veli colorati.
Io, ero proprio io, nelle vesti di una Matha Hari in chiave rock-trash, che meraviglia, la libertà e la trasparenza, una politica in trasformazione, l’assenza di motori e rumori, un paese fatto di terra e poco cemento, stringersi per riscaldarci, amarci per coprire i momenti vuoti. Che voglia di retrò, di tanti figli e di poche possibilità. Sono intossicata,il sogno di stanotte me lo ha rivelato, adesso barcollo e non solo per colpa della lombo-sciatalgia, appena ne ho preso coscienza  ho pensato a soluzioni alternative per vivere bene anche senza tutta questa visibilità e qui li elenco:
 
  • imparare a suonare la chitarra
  • imparare a concentrarmi sul totale e non su parti di corpo
  • sottolineare a tutti che solo le principesse non invecchiano
  • farsi una ragione sul fatto che un rospo è un rospo e non può diventare principe
  • buttare via le spazzole ed i pettini
  • sciogliere i dubbi con accendino e diavolina 
 La diagnosi è intossicazione da ego. Ego-ista-Ego-mostro Ego-gastronomica-Ego-nomica Ego-nolica-Ego-static Ego-centrica.
Intossicata da me, dall’indice puntato all’altezza dello stomaco. Nell’ultimo periodo sono stata proprio una vagabonda, zoppa e vagabonda.
Quello che non sono riuscita a dirti è che io ho una collezione di farfalle nello stomaco e che quando le metto sull’attenti e non hanno la libertà di volare divento triste molto triste.
Esci dal tuo  ego cara piattina  e ricomincia a volare. Iniziando dai capelli come sempre.
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