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Gen 24, 2013 - blog life    No Comments

Regalarti noia

 

 

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Metto il rossetto o non lo metto? arrotondo gli spigoli di questo angoletto, ci sono ancora le briciole dei giorni che ci siamo mangiati a colazione. Produco parole di cuori e appesa ad un elastico ti amo e ti sgrido. Ti amo , ti amo e ti sgrido .Tu rimbalzi sul mio stomaco e sul mio cuore ed io continuo a gattonare. Oh se riuscissi a prenderti, io rallento e tu mi anticipi. Il tuo stomaco si riempie di nuovi vocaboli ed io mi alleggerisco. Sei già un uomo affamato di vita, di guai, di novità e di  cioccolato. Io tra poco supererò i trentacinque anni e mi rimetto alla ricerca della mia direzione, un altro passaggio di vita, tu come magnete io come bussola. Così come ogni logica femminile sostiene taglio i capelli, sistemo le orecchie in modo da ascoltare quello che il tuo stomaco dice e mi smarrisco. Adoro perdermi nei disegni dell’asilo, in una tombola di un circolo e nelle candeline di una torta di panna. Non parlo più, parlo poco, forse ho detto tutto, forse ho deciso di imparare l’arte di ascoltare.

Tu , bello sognatore in un monopattino mi indichi la via migliore, mi baci come un amante e ti fai leggere libri di grandi autori. Conosci buonanotte fiorellino, l’uomo tigre e ti appassionano i miei dvd di lamù.

Questa è vita , da assaporare,da prendere sbatterla sul muro e farla rimbalzare, questa è la vita Enrico ne nasce una nuova tutti i giorni se riuscirai a riempirti di momenti di noia, di momenti pieni zeppi di cose da non fare e da non dire.

La vita necessita di amnesie, di fantasia e di un gran senso dell’ umorismo. La vita ti viene regalata un po’ come quando arriva babbo natale e non l’avevi mai visto e  sentito prima, da un bel sacco tira fuori i regali e dopo lascia a te il compito di decidere cosa farci.

Io intanto metto il rossetto e  cerco di non dimenticarmi di amare

Ott 13, 2011 - blog life    No Comments

LITTLE LOVE

Nella fretta mi sono dimenticata di dirti che ho due nuovi tatuaggi, una nuova forma di bronchite e poco tempo di usare la mia reflex.Nella fretta mi sono dimenticata di abbracciarti, di chiederti come va e di chiederti scusa per tutti quei pensieri che affollano incessantemente il cassetto del comodino.Uno scomodo comodino colmo zeppo di scontrini stropicciati , una foto che risale alla preistoria e due o tre righe scritte a mano che citano una certa “mosca mora”.Ho dimenticato il cuore a Trevane, lo cerco ormai da giorni, forse è lì vicino alle radici del pero , dove tu attaccavi lenze da pesca piene di campanellini per fregare quell’astuto cinghiale.Ho avuto la passione per la chitarra, per i fenicotteri e in un periodo anche per Raoul casadei, ma poi il dolore passa e si trasforma in un enorme contenitore di miele e amore.Il tuo nome rimbomba in casa, e le tue mani mi accolgono in questa settimana bastarda dove neanche le risorse di cioccolata danno energia.E allora che ci vuoi fare se ormai è andata così, se questa mattina ho pensato che avrei avuto la possibilità di telefonarti, si hai capito bene telefonarti.Chissà se lì dove sei te i telefoni prendono il segnale, ma se anche fosse tu sei troppo impegnato a costruire, distruggere e far ridere.Sono decisamente in apnea e tu sei il solo che adesso potrebbe davvero capirmi e porco giuda se mi rode non riuscire nenache a guardare il cielo.Spero tu sia in mezzo a tanta terra da poter seminare, con il vento che sa di legna fresca, un bel fuoco che ti fa compagnia e il bicchiere di vino rosso in mano.Bonori oggi proprio mi manchi.