Apr 11, 2013 - Senza categoria    No Comments

IN CORSA





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Qui sta il destino di quelli che aspettano sempre un raggio di sole per ricominciare a ricaricare le pile. Ho passato l’ultimo periodo a trovare una soluzione alternativa al dolore, spiego meglio: per indole ci si lamenta sempre di qualcosa che non si vede e non si sente, ed il periodo storico ci aiuta notevolmente ad elaborare teorie al quanto pittoresche, finchè un giorno non ti capita qualcosa che può in qualche modo alterare o addirittura cambiare la visione e questo può avere il nome di dolore fisico. Avere un motivo tangibile rimette in discussione quelle belle e fascinose piramidi di cavolate che uno nel tempo mette su: ed io sono cintura nera di piramidi. Credo che con gli anni non si acquisti saggezza ma anzi si faccia una miscela di considerazioni storte e così lontane dalla realtà da apparire solennemente fuori tempo .Temo il  tempo che passa ma non tanto per le energie che via via si perdono, o per le occasioni che non torneranno più ma per la paura di poter un giorno guardarmi allo specchio e scoprirmi ridicola. Naufraga assoluta nel mio oceano di conclamate cazzate adesso non posso più perdermi in un bicchiere d’acqua, o in un occhiaia più marcata, sono storta e consapevole che tra poche settimane passerà il dolore ma ritornerò un po’ meno concreta.

E’ un pò come continuare a fare prove di costi di voli su internet togliendo tempo ad un abbraccio, l’ultimo sono sicura che mi donerebbe energia il primo fa parte di qualcosa che non ha senso di esistere fino a che non c’è veramente un progetto di viaggio. Non importa se il sole dovesse stare in ferie, il mio raggio è appena uscito dal cuore ed è pronto a ridarmi energia, a cogliere ogni situazione come un occasione, la mia indole precaria si scioglierà con il caldo e senza il dolore si può pensare a riprogettare un pezzo di percorso.

Corro, voglio correre in cima ad ogni spigolo, voglio correre per perdere un treno, voglio rincorrere il mio sangue nelle vene fino al giorno in cui mi ritroverò davanti allo specchio con un naso da clown ed i seni che toccheranno il pavimento.

 

 

Quaranta mesi.

Parola, giochi con le parole come tua madre

Sorriso,ne hai sempre uno come tuo padre

Fantasia, la modelli a tuo piacimento come tua nonna

Amore, lo doni con consapevolezza e parsimonia come tuo nonno

 

Sei un bambino che fa domande del tipo: mamma perché non mi hai fatto le ali?mamma perché non posso arrampicarmi come l’uomo ragno? mamma sei felice?, tu sei il nostro specchio nel quale tutti i giorni ci rispecchiamo. Rifletti costantemente i nostri stati d’animo ed hai già chiaro il potere che può avere una tua risposta. Hai imparato ad andare in bicicletta, sei prudente e segui le regole. Hai ricevuto 16 uova di cioccolato per pasqua e questa mattina mi hai chiesto : mamma perché così tante? ti ho risposto che tante persone ti voglione bene e che è una cosa bellissima, ma forse avrei dovuto risponderti che è bello anche se poche persone ti vogliono bene e che le persone non si pesano da quanti kilogrammi di cioccolato ti regalino ma da quanto sono disposte ad aspettare senza poterti abbracciare o guardarti negli occhi. Cavoli se ti auguro di essere un giorno un uomo in pace con il mondo e con te stesso!

 

 

IN CORSAultima modifica: 2013-04-11T13:15:00+00:00da gennymell
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