Apr 13, 2012 - Senza categoria    No Comments

TI HO TROVATA LUNGO IL FIUME CHE SUONAVI UNA FOGLIA DI FIORE

 

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sto per un attimo a guardarmi la punta dei piedi, con le mie gambe da bambino degli anni cinquanta, ed i capelli che crescono come la gramigna in giardino. Ho la pelle sottile e fuori piove. Riconosco che l’età porta dei limiti ben chiari: fare tardi diventa più un imposizione che un piacere, la gente in giro si somiglia ed io divento ogni giorno sempre più esigente. Vorrei bere solo vino buono, mangiare in luoghi poco affollati ed avere dialoghi carichi di fascino e  umorismo. La penombra passa dalle finestre della camera, è mattino, non mi abituerò mai al pigiama, ci provo sempre entro sotto il piumone carica di cotone e ne esco solo con un paio di slip e una maglietta, è come se il mio corpo di notte rilasciasse tutta quella euforia che durante il giorno accumulo. Sono stropicciata. Cerco di sostenere la teoria della bella giornata, da quando ho deciso che vivere felice è più opportuno che vivere sembrando felici ricavo anche nel suono della sveglia un opportunità in più. So che sarà una giornata indecisa, quella in cui penso che pensare solo all’amore sia di una ovvietà imbarazzante, ecco sono ovvia, mi sento ovvia quanto quei detti sulle stagioni, quanto gli anziani davanti ai lavori stradali, ovvia come gli uomini quando parlano di calcio. La bocca che si appoggia alla tazza del the, le mani che canticchiano un vecchio ritornello per bambini, e il vetro del forno che mi dice bugie velate. Potessi sfornare cornetti caldi, solo per rendere più dolce il profumo di casa, lo farei certo che lo farei. E poi così per scherzo mi ritrovo in macchina e penso che esserci è davvero  una figata e che non esserci sarebbe stato davvero un vero peccato, una moto, un uomo o solo il fatto che qualcuno mi ha detto che per scomodare Dio significa che ci si ama parecchio,io oggi sento che lo scomoderei.

 

 

E tu sei lontano, che fai l’altalena sugli alberi caduti, che con gli stivaletti di gomma salti nelle pozzanghere, che ti fai amare più di quanto già loro non ti amino.

Devi amarli, devi amarli in proporzione, ogni tuo centimetro in più dovrà essere un po’ più di amore e rispetto, dovrai ascoltarli, usarli per dire quello che non riesci a dirmi. Dovrai custodirli nel cuore e pensarli anche quando sarai lontano e la vita prenderà il sopravento. Tienili per mano, abbracciali, sentili ridere e registra quel suono. Prenditi cura di loro e dei loro sguardi. Non mi manchi, sono solo felice perché tu hai l’opportunità di viverli così, senza sbavature.

TI HO TROVATA LUNGO IL FIUME CHE SUONAVI UNA FOGLIA DI FIOREultima modifica: 2012-04-13T18:40:00+00:00da gennymell
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