Mar 7, 2012 - Senza categoria    1 Comment

men at work

 

 

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Non sei più credibile. A quasi trentacinque anni non sei più credibile come piccola donna. Le strade si intrecciano in questo giorno buio e bagnato, ho le mani piene di miele e male.

Arrivo con immaginari stivali di gomma ed un pesce come ombrello, canticchio Tu non mi basti mai di Lucio Dalla. Giorni precoci e quei puntini da mettere sempre sulle “i”: istrionica, insaziabile, inconsolabile, imprevedibile. Se fossi diventata un atleta, se avessi solo allenato il corpo chissà dove sarebbe andata la mia testa oggi? girovaga, solitaria, benedetta, armoniosa. E continua la mia ricerca di Dio e delle cose che via via perdo e poi ritrovo e poi perdo. Di diverso c’è che certi disagi li affronto nella posizione di attacco e mai più di difesa, di diverso c’è che non ho più lacrime le ho versate tutte un po di tempo fa, sono sottilmente irritata da quelle macerie che si ripropongono, mi sono abituata all’invidia, mi sono abituata al rimorso ma mai e poi mai mi abituerò a quelli che  vedono negli altri e nel mondo la causa dei propri disagi. Chi ha detto che sarebbe stato facile mettersi in prima fila armati solo di inesperienza e volontà?

E intanto suona nell’aria la parola tramonto, e in effetti se mi mettessi in piedi su quella gru in lontananza forse apprezzerei certe strade più di quanto non faccia adesso. Così fatta di eventi e di giorni auguro a tutti quelli che hanno intenzione di costruire, di pensare anche ad un modo ingegnioso per distruggere e ricostruire sempre, sempre e comunque. Così metto l’elmetto e  gli occhiali e faccio il meccanico per il mio ometto e per tutti quelli che pensano che sia fatta solo di parole ed ossa.

 

 

 

Enrico è un bambino di quasi ventisei mesi, non è più speciale di altri bambini, Enrico ha gli occhi felici, come dovrebbero avere tutti i bambini, a lui non interessa domani, come non dovrebbe interessare normalmente  ai bambini. Lui è curioso sempre di più e chiede “questo cos’è?”, usa il congiuntivo senza saperlo e si inventa i testi delle canzoni. Enrico vuole fare le cose da grandi ed usa l’Iphone come se lo avesse visto già mille e troppe volte.

Lui è felice così felice che dopo essere scivolato nella vasca da bagno vestito si è rimesso in piedi e con un bel sorriso ha detto “mamma visto ? tutto bagnato”.

Enrico è un episodio di amore, e tutti i bambini dovrebbero poterlo essere. Lui è nostro figlio con i suoi primi passi di indipendenza e la sua saggezza infantile, lui è tutti quei bambini che se potessi adotterei. Per spartire il tanto e troppo amore .

men at workultima modifica: 2012-03-07T21:54:00+00:00da gennymell
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