Nov 11, 2010 - Senza categoria    No Comments

La tesi del minestrone

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Il minestrone ha vita a sè.Il minestrone respira di vita propria e cura il marasma della mente.Ideologie mischiate di qualche tempo fa, l’aroma del caffè in una macchinetta speciale e io che seduta in un ufficio mi vedo sempre una bambina.Non riesco a staccare il mio sorriso dal viso, è più forte di me, non posso scindere la felicità di un esistenza normale da quella apparente sensazione che sia passata da un incubo al sogno senza passare dal sospettoso.Il minestrone è la metafora della mia vita, un insieme misto di frutti nati dalla terra, nati da una mente che quasi sempre passa col rosso e la scampa.La spettacolare associazione di eventi, e poi parlando in semplice: che sia possibile stare felici per così troppo tempo?Cosa dovrà mai succedere? E allora questo è tipo un testamento, quello di chi ha paura che le piccole soddisfazioni si traformino in tragedie.Perchè se davvero avere fede aiuta a sentirsi meno soli, allora vuol dire che senza saperlo credo in Dio così tanto da cercare a volte degli spazi unici e solitari.Se dovessi per sbaglio lasciare la vita terrena vorrei concedere quello che di più caro ho ad alcune persone pressochè insospettabili ma talmente care che ogni volta che le penso mi viene da star bene.Alla mia piccola, grande cugina Giulia vorrei lasciare il mio ponderoso slancio di entusiasmo unito ad un pizzico di senso di ironia, perchè adesso è giovane e inconsapevole, giovane e inkazzata e non capisce che prima o poi si pentirà di non avere regalato un abbraccio in più ad una mamma stanca e disorientata, le vorrei regalare quel giorno in cui mi sono pentita di essere cresciuta così in fretta ed anche alcune sere che avrei continuato a ballare invece di andarmene a dormire.Giulia sarai una donna, una donna bella e permalosa non perdere però mai la fiducia nella tua famiglia, il dono più grande che si possa ricevere .Un bel mestolo di minestrone lo lascio ai figli della mia amica e sorella Claudia, perchè Teresa possa essere fortunata come sua mamma e rimanere innamorata tutta la vita e Riccardo possa mantenere il suo spirito ribelle per sempre, nonostante le costrizioni e nonostante la società, a loro lascerei la mia sensibilità costruttiva, quella che mi ha dato più sorrisi che pianti.Non credo di avre molto da lasciare, non mi sono mai privata di niente e per questo il bagaglio è sempre un po vuoto, posso però sperare che se me ne dovessi andare ci possa essere qualcuno che rimpianga di non avermi vissuto abbastanza.Il minestrone riscalda anche gli animi più gelidi, è cibo povero, mischia razze diverse e non è ingombrante.Provare così tanto con così poco significa provare il doppio, dipende esclusivamente da chi si decide di avere accanto dopo che sono passati i momenti di euforia, di spensieratezza, quelli che ci sono ancora sono quelli che non si stancheranno mai della solita minetra riscaldata.

ps.enrico, amore mio, non tentare di leggere tra le righe come fa tuo babbo è più semplice di quanto non immagini.E’ gioia

La tesi del minestroneultima modifica: 2010-11-11T21:37:09+00:00da gennymell
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