Ott 19, 2010 - Senza categoria    No Comments

don’t grow

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Ho il diritto ed il dovere di chiederti di non crescere, di non crescere così in fretta, di non pensare che il mondo non sia bello se non si è grandi, ho il diritto ed il dovere di tutelarti da quello che oggi mi sembra un pazzo sistema instabile.Ho il diritto il dovere e anche l’ambizione di farti capire che se ci terrai per mano ti aiuteremo a farti meno male, ho la certezza che se riuscirai in modo ironico a passare indenne alcuni anni complicati, dopo, sarà quasi tutto in discesa.Il lavoro, sono giorni che penso a come farò un giorno a spiegarti cosa significhi :LAVORARE.Spero tu possa scoprirlo da solo, spero tu possa continuare a dire fino ai 30 anni che vorrai fare l’austronauta o anche l’elettricista.Spero di poter vincere al superenalotto per darti la possibilità di cercare e trovare un lavoro che ti piaccia, che ti possa far divertire che possa entusiasmare ogni tuo piccolo atomo.

 

Nella casa dove abitavamo con miei genitori c’era una camera piena di riviste di moda accatastate lungo il perimetro, un divano letto verde oliva ed il profumo degli incensi, era la fine degli anni settanta ed i primi anni ottanta, c’erano matite colorate sparse ovunque e scatole di latta piene di pennarelli, c’era un grande tavolo ed una lavagna luminosa.C’era una madre giovane che disegnava e si raccoglieva i capelli con ferma capelli di cuoio.E poi c’ero io, bimba con i capelli corti, una bambola di pezza con i capelli di lana viola dal nome improbabile :”inchecondizionisei” e la curiosità di un gatto.Mi sedevo sulla pila di Vogue bimbo e con due ferri da maglia sognavo di fare la direttrice di orchestra.Mi servivo di una spiccata fantasia e quella è stata una delle cose che mi è rimasta per il resto non sono più la bambina che ero.Avevo capelli biondo cenere,gonne con caratteri scozzezi fermate da una spilla da balia e poca voglia di disegnare, in famiglia c’era già una donna bellissima che riusciva ad animare pupazzi disegnati nel foglio.Ero piccola e non sapevo descrivere il lavoro dei miei genitori, non capivo perchè dovessero per forza allontanarsi da me per così tante ore, non capivo perchè la nonna li sostituisse con così tanta premura.Essere stata bimba durante gli anni ottanta è stato un onore.

Non so come sarà essere bimbo negli anni duemila, chissà se ricorderai di una mamma che collezionava scarpe, cucinava torte di mele e quando era giovane aveva un piercing sotto il labbro.

 

 

don’t growultima modifica: 2010-10-19T09:37:56+00:00da gennymell
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