lunedì, 14 maggio 2012
MAGNESIO
E’ nella fase tra l’euforia e la tristezza che mi pianto, attacco le radici ad un senso di disagio e disperazione totale, niente di preoccupante solo poca voglia di aderire alla rivoluzione. Lasciare che il tempo occupi lo spazio di un minuto e che l’egoismo dilaghi a macchia d’olio, quella macchia più ostinata che logorerebbe anche il cotone più raffinato. Sentirsi come quando programmi una vacanza ed il giorno prima di partire ti dicono che la mèta che avevi scelto è stata inondata dall’oceano, e nella reazione accorgersi che non ti interessava partire ma solo poter evitare per qualche giorno di stare a contatto con le abitudini. Sono impermeabile. E’ nella salita che devi essere pronta a metterti sui pedali e spingere, è in quel paesaggio che ti toglie il fiato e ti riempie gli occhi che devo trovare spunti e appunti per ritornare ad avere i capelli corti e la grinta. Sollevo la testa per cercare di capire cosa mi aspetterà e in che modo dovrò affrontare i chilometri che restano. Non esiste mèta per quelli come me, non esiste colpa negli altri, non esiste l’idea di stare fermi ad attendere tempi più fertili. Per quelli come me conta solo viaggiare al limite, superare gli ostacoli e godere dei risultati raggiunti. Quelli come me stanno cercando di recuperare il sorriso tra la lista dei desideri e la vita che incombe e non ti lascia spunti di riflessione.
ventotto motivi per non perderti di vista
hai gli occhi grandi come due fanali-le ciglia lunghe-borbotti come un anziano -ad ogni abbraccio batti la mano sulla schiena come in segno consolatorio -hai indizi di cantautorato in te-chiedi scusa guardando dritto negli occhi –non dai la mano- non dai la mano e non ti guardi mai indietro- ti lanci in spazi cosmici guardando l’infinito-apprezzi il tramonto, la luna l’arcobaleno – vedi in me una potente e feroce mietitrebbia- vedi in te in modo del tutto casuale zorro e un gattino- apprezzi la tagliata al rosmarino e pepe verde- sei cintura nera di ciuccio e valentino- ti lavi i denti in modo sparso- ti fai delle grasse risate quando ti insegno i baci eschimesi- ti piace puffo innamorato-ti piace trafiggermi con la spada- adori le olive, i capperi e le cozze- balli la musica cubana- berresti litri e litri di caffè d’orzo-maneggi con cura il coltello e la forchetta- vuoi che legga ad alta voce i libri di Crepet- dici “pizza” con la esse – mi vuoi bene fino a dove riesci ad aprire le braccia-ti leggerei libri sul letto per sempre-girerei il mondo con te in bicicletta - potrei decidere di migliorare se a chiedermelo fossi tu-migliorerò la mia qualità della vita perché vederti pazzo di gioia rende felice anche me.
19:03
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
venerdì, 13 aprile 2012
TI HO TROVATA LUNGO IL FIUME CHE SUONAVI UNA FOGLIA DI FIORE
sto per un attimo a guardarmi la punta dei piedi, con le mie gambe da bambino degli anni cinquanta, ed i capelli che crescono come la gramigna in giardino. Ho la pelle sottile e fuori piove. Riconosco che l’età porta dei limiti ben chiari: fare tardi diventa più un imposizione che un piacere, la gente in giro si somiglia ed io divento ogni giorno sempre più esigente. Vorrei bere solo vino buono, mangiare in luoghi poco affollati ed avere dialoghi carichi di fascino e umorismo. La penombra passa dalle finestre della camera, è mattino, non mi abituerò mai al pigiama, ci provo sempre entro sotto il piumone carica di cotone e ne esco solo con un paio di slip e una maglietta, è come se il mio corpo di notte rilasciasse tutta quella euforia che durante il giorno accumulo. Sono stropicciata. Cerco di sostenere la teoria della bella giornata, da quando ho deciso che vivere felice è più opportuno che vivere sembrando felici ricavo anche nel suono della sveglia un opportunità in più. So che sarà una giornata indecisa, quella in cui penso che pensare solo all’amore sia di una ovvietà imbarazzante, ecco sono ovvia, mi sento ovvia quanto quei detti sulle stagioni, quanto gli anziani davanti ai lavori stradali, ovvia come gli uomini quando parlano di calcio. La bocca che si appoggia alla tazza del the, le mani che canticchiano un vecchio ritornello per bambini, e il vetro del forno che mi dice bugie velate. Potessi sfornare cornetti caldi, solo per rendere più dolce il profumo di casa, lo farei certo che lo farei. E poi così per scherzo mi ritrovo in macchina e penso che esserci è davvero una figata e che non esserci sarebbe stato davvero un vero peccato, una moto, un uomo o solo il fatto che qualcuno mi ha detto che per scomodare Dio significa che ci si ama parecchio,io oggi sento che lo scomoderei.
E tu sei lontano, che fai l’altalena sugli alberi caduti, che con gli stivaletti di gomma salti nelle pozzanghere, che ti fai amare più di quanto già loro non ti amino.
Devi amarli, devi amarli in proporzione, ogni tuo centimetro in più dovrà essere un po’ più di amore e rispetto, dovrai ascoltarli, usarli per dire quello che non riesci a dirmi. Dovrai custodirli nel cuore e pensarli anche quando sarai lontano e la vita prenderà il sopravento. Tienili per mano, abbracciali, sentili ridere e registra quel suono. Prenditi cura di loro e dei loro sguardi. Non mi manchi, sono solo felice perché tu hai l’opportunità di viverli così, senza sbavature.
18:40
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
mercoledì, 28 marzo 2012
ho il fascino di una moto zappa
ho salutato circa un paio di mesi fa la mia parte più attenta e curata, ha deciso di prendersi un periodo di riposo, diceva che avevo dei ritmi troppo bradipi, che non avevo rispetto della fatica che è necessario fare per apparire in forma. Eppure ci avevo provato, quegli slip nuovi, la crema anti-distruzione, il massaggio nei punti critici, le pinzette riposte sempre dentro la custodia. Ma non è bastato, un giorno, lei mi ha detto ARRANGIATI, ha scritto due righe in un vecchio scontrino della profumeria e mi ha abbandonata. Non fosse che sono sempre troppo sensibile agli abbandoni non me la sto cavando male. Si vive lo stesso bene senza avere programmato la prossima depilazione, senza tagliarsi la frangia, senza dovermi per forza piegare alla regola dello smalto perfetto.
Ebbene sì, perché noi donne siamo sempre lì, strette strette nelle nostre calze contenitive e nere, con il tacco che slancia ed il push-up che inganna. Ma che tortura paurosa non essere nata già bella e perfetta! Disfatta e deserta di buone intenzioni mi aggrappo alla regola del “al naturale”, e la differenza si vede, mi sento proprio come lo yoghurt: bianca, cremosa….acida. Che poi tutti i nodi vengono al pettine è proprio vero, il mio utilizzo del balsamo è da galera e nonostante i minuti trascorsi a frizionare e piastrare mi sento sempre elettrica e crespa. Alla fine ha proprio ragione mio figlio duenne, mi chiama mietitrebbia e per lui dovrebbe essere un complimento, la bellezza sta in chi guarda. Sta in chi giornalmente si ripone nel suo ruolo con grazia e maestria, in chi riconosce nel cambiamento un nuovo motivo di vita. In chi, come me, affronta un sogno e non lo subisce.
Eccomi qua bella e contenuta in qualcosa che mi piacerebbe affrontare senza crema idratante e ombretto, inutile nascondersi dietro un tocco di mascara io ci provo ad essere quello che non sono ma con i tacchi alti sembro un equilibrista in difficoltà,e diciamoci la verità di pagliacci in giro se ne vedono fin troppi.
Ha scelto te. Tu eri lì con il tuo viso da bambina e tante cose ancora da osservare. Avevi attraversato un pezzo del tuo percorso in salita e adesso ti riposavi in discesa. E lui tra tanti ha scelto te. Pensa che ti sentivi anche fuori luogo, anche sempre un po’ più indietro, ma lui da lontano ti ha scelta ed ha voluto solo te. Avevi anche ripreso il tuo bel ritmo lavorativo, con fatica e sacrificio hai affrontato i tuoi incubi e un po’ di quella malinconia che tenevi stretta tra le mani sempre, e lui ha deciso che solo tu potevi essere parte di vita della sua vita. Tu, sempre e solo tu, per qualcuno che ancora non conosci e già ti ama profondamente, sarai sempre e solo tu con le tue crisi esistenziali ed i momenti dove ti sembra che niente abbia un senso. Tu sarai il suo senso ed il suo prolungamento dei sogni. Tu non gli basterai mai.
Poi ci sei tu che non hai scelto, provaci a vivere e non pensare , prova a lanciarti senza sapere che cosa troveri. Alla fine, nel bene e nel male vi amerete di un amore folle.
Mina hai gli occhi belli lascia che gli altri possano guardarti.
18:30
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (2)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
mercoledì, 07 marzo 2012
men at work
Non sei più credibile. A quasi trentacinque anni non sei più credibile come piccola donna. Le strade si intrecciano in questo giorno buio e bagnato, ho le mani piene di miele e male.
Arrivo con immaginari stivali di gomma ed un pesce come ombrello, canticchio Tu non mi basti mai di Lucio Dalla. Giorni precoci e quei puntini da mettere sempre sulle “i”: istrionica, insaziabile, inconsolabile, imprevedibile. Se fossi diventata un atleta, se avessi solo allenato il corpo chissà dove sarebbe andata la mia testa oggi? girovaga, solitaria, benedetta, armoniosa. E continua la mia ricerca di Dio e delle cose che via via perdo e poi ritrovo e poi perdo. Di diverso c’è che certi disagi li affronto nella posizione di attacco e mai più di difesa, di diverso c’è che non ho più lacrime le ho versate tutte un po di tempo fa, sono sottilmente irritata da quelle macerie che si ripropongono, mi sono abituata all’invidia, mi sono abituata al rimorso ma mai e poi mai mi abituerò a quelli che vedono negli altri e nel mondo la causa dei propri disagi. Chi ha detto che sarebbe stato facile mettersi in prima fila armati solo di inesperienza e volontà?
E intanto suona nell’aria la parola tramonto, e in effetti se mi mettessi in piedi su quella gru in lontananza forse apprezzerei certe strade più di quanto non faccia adesso. Così fatta di eventi e di giorni auguro a tutti quelli che hanno intenzione di costruire, di pensare anche ad un modo ingegnioso per distruggere e ricostruire sempre, sempre e comunque. Così metto l’elmetto e gli occhiali e faccio il meccanico per il mio ometto e per tutti quelli che pensano che sia fatta solo di parole ed ossa.
Enrico è un bambino di quasi ventisei mesi, non è più speciale di altri bambini, Enrico ha gli occhi felici, come dovrebbero avere tutti i bambini, a lui non interessa domani, come non dovrebbe interessare normalmente ai bambini. Lui è curioso sempre di più e chiede “questo cos’è?”, usa il congiuntivo senza saperlo e si inventa i testi delle canzoni. Enrico vuole fare le cose da grandi ed usa l’Iphone come se lo avesse visto già mille e troppe volte.
Lui è felice così felice che dopo essere scivolato nella vasca da bagno vestito si è rimesso in piedi e con un bel sorriso ha detto “mamma visto ? tutto bagnato”.
Enrico è un episodio di amore, e tutti i bambini dovrebbero poterlo essere. Lui è nostro figlio con i suoi primi passi di indipendenza e la sua saggezza infantile, lui è tutti quei bambini che se potessi adotterei. Per spartire il tanto e troppo amore .
21:54
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (1)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
sabato, 14 gennaio 2012
duetto di un papero ed un pollo al pianoforte
Guardami, guardami ancora, come quella notte di due anni fa, guardami come se dovessi scomparire per non tornare, guardami dentro lo stomaco, in quella parte dove ho lasciato andare tutte le inibizioni, guardami come si guardano i tramonti, guardami come si aspettano i ritorni.Abbiamo naufragato in una notte, ci siamo permessi il lusso di non pensare a cosa stavamo dicendo , a cosa stavi per fare.
Qui è tua madre, tua figlia e tua moglie che scrive, qui sono tutte le io che si sono evolute in una notte.Ho preso finalmente consapevolezza di quella che sono, la tua irrazionalità bambina ama la mia parte fragile e insieme giocano a rincorrersi.Tu dentro di me.Io dentro un altro corpo.Adesso lo posso ammettere: darti la vita è stato darmi un altra possibilità.Mi sento invincibile, tu i tuoi due anni, noi che duettiamo su melodie diverse, io che corro per non perdere l'autonomia, tu che corri per seminare la razionalità. Amo i tuoi due anni come si ama la bellezza oggettiva, amo le tue scarpe piccole piccole, amo il pigiamino che ti metto, amo le storie che ti racconto, amo quella che sono diventata dal giorno in cui ti ho messo al mondo.
22:43
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
sabato, 03 dicembre 2011
BILANCI E BILANCE
Con un occhio sul mondo ed uno sul tempo, con le scarpe dai tacchi difficili, con un cappotto da bambola scozzese, con la frangia che periodicamente ritorna, con la gloria e la gioia, con tutte le difficoltà di essere sempre presente, omnipresente, assente.Con un piede che tocca la luna ed uno che sfiora la sabbia fredda in una giornata d'inverno al mare.Con il sole, un ufficio che diventerà un castello, con un nome per ogni pastello.E la bilancia che affronta il mio peso con l'ironia di chi sta per essere scoperto con le mani dentro il vasetto della marmellata.Con le amiche e quelle storie di mamme che raccontano di sesso e stress.Con un dvd della Pimpa e le collane di didò.Eccomi dentro la rete, avvolta nella fretta e cosparsa di un ottimismo compulsivo che fa paura visto il momento storico.Denro un alfabeto, nei tasti del pc e nella musica che ci ha sorpresi distratti e lontani.
Perchè quando voglio fare tutto dopo non riesco a fare più niente, nella riunione che sta avvenendo con me stessa, all'ordine del giorno c'è la parola BILANCI.Il momento è delicato, perchè di solito ne esco perdente.Gli obiettivi che mi ero data, se sono stati raggiunti è perchè qualcuno mi ha dato una mano, il resto è ancora lì accantonato in attesa di finire sotto la parola cespiti.
Mio dolce fagottino di amore, spero tu possa provare il brivido che si prova ad essere stimati da qualcuno, spero che accadrà per il tuo modo di essere uomo, per come ti sarai creato la tua corazza, per quello che avrai imparato viaggiando e stando a contatto con persone diverse da te.Per adesso hai quasi 23 mesi e porti il 23 di scarpa.Sei riuscito a non fare nenache un giorno di assenza all'asilo da maggio hai una passione per la pimpa e il trenino thomas, e sei perdutamente innamorato di tua nonna, ma come darti torto ti guarda come se fossi un gioiello unico e prezioso.Hai ancora il profumo di latte e miele e parli in continuazione.Forse sei mancino sia di piedi che di mani.Spero possa rimanere in te questa grande passione per l'aspirapolvere e l'ordine ( senza diventare maniaCale pero!).Ed io, io mi organizzo la vita in modo da poterti vivere intensamente, lascio che tu mi guidi alla scoperta del mondo, io ti leggo tanti libri e ti racconto di Babbo Natale io ti insegno a fare le bolle dentro la vasca da bagno e a fare i dispetti a babbo.Io mi chiedo tante volte al giorno se sto facendo bene.ECCO CHI SONO
22:26
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
giovedì, 13 ottobre 2011
LITTLE LOVE
Nella fretta mi sono dimenticata di dirti che ho due nuovi tatuaggi, una nuova forma di bronchite e poco tempo di usare la mia reflex.Nella fretta mi sono dimenticata di abbracciarti, di chiederti come va e di chiederti scusa per tutti quei pensieri che affollano incessantemente il cassetto del comodino.Uno scomodo comodino colmo zeppo di scontrini stropicciati , una foto che risale alla preistoria e due o tre righe scritte a mano che citano una certa "mosca mora".Ho dimenticato il cuore a Trevane, lo cerco ormai da giorni, forse è lì vicino alle radici del pero , dove tu attaccavi lenze da pesca piene di campanellini per fregare quell'astuto cinghiale.Ho avuto la passione per la chitarra, per i fenicotteri e in un periodo anche per Raoul casadei, ma poi il dolore passa e si trasforma in un enorme contenitore di miele e amore.Il tuo nome rimbomba in casa, e le tue mani mi accolgono in questa settimana bastarda dove neanche le risorse di cioccolata danno energia.E allora che ci vuoi fare se ormai è andata così, se questa mattina ho pensato che avrei avuto la possibilità di telefonarti, si hai capito bene telefonarti.Chissà se lì dove sei te i telefoni prendono il segnale, ma se anche fosse tu sei troppo impegnato a costruire, distruggere e far ridere.Sono decisamente in apnea e tu sei il solo che adesso potrebbe davvero capirmi e porco giuda se mi rode non riuscire nenache a guardare il cielo.Spero tu sia in mezzo a tanta terra da poter seminare, con il vento che sa di legna fresca, un bel fuoco che ti fa compagnia e il bicchiere di vino rosso in mano.Bonori oggi proprio mi manchi.
18:00
Scritto da: gennymell
in blog life | Link permanente | Commenti (0)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
martedì, 20 settembre 2011
esaltata rockabbestia 20
"Just Breathe" dei Pearl Jam tutte le mattine, che poi se traduco il testo mi dovrebbe far venire una gran voglia di piangere e invece lo sento come un grande inno alla vita e parto carica ed esaltata per questa nuova giornata.Con questa canzone riesco ad arrivare precisa precisa al parcheggio dell'asilo e tu riesci a fare l'applauso ad Eddie Vedder prima di essere scaricato e sbaciucchiato abbondantemente.E poi riparto, la scaletta suggerirebbe un bel Vieni a ballare in Puglia per sdrammatizzare la mia costante paura dell'abbandono e invece mi ferisco ulteriormente con una bella The End. Mi sento collegata all'universo negli ultimi giorni. C'è chi potrebbe dire il contrario vedendomi uscire di casa con i capelli spettinati e una grande macchia di latte e biscotti proprio sulla spalla del vestito.Ma chisenefrega! me ne frego dello smalto imperfetto, delle lenzuola sgualcite, della macchina sporca, dei documenti da sistemare, me ne frego se non sono perfettamente in linea con le idee altrui, con i disagi altrui con le aspettative altrui e me ne frego anche un pò di tutti quegli altrui che normalmente mi avrebbero causato ansia.Vivo sull'orlo di una pirofila da forno,e male che vada cadrò a gambe all'aria in un po di olio e rosmarino.Mi sento una donna rockabbestia, con i piedi scalzi e le idee di una bambina.
E tu in tutto questo hai venti mesi, mi rubi il cuscino e lo porti nel tuo letto per dormire meglio, ti metti il cappello in testa il tamburo al collo e fai la parata intorno al tavolo promuovendo le canzoni di Domenico Modugno.Sei autonomo in tutto, non dipendi dal ciuccio, dalla pappa e neanche da un orsacchiotto.Ti lavi i denti e ti metti il cappello per guardarti allo specchio.Sei generoso e testardo.Sei un bambino tranquillo e deciso.Dici parole chiare e non sali in bicicletta se prima non ti metto il casco.Adori gli animali e sopratutto i cani.Solo venti mesi e sembri già così grande! Hai gli occhi belli amore mio, hai gli occhi di chi si stupisce dell'arrivo del giorno, di chi riceve per la prima volta un regalo, di chi affronta un ostacolo e non ha paura della sconfitta.
Io sono una mamma che dopo venti mesi si fa tatuaggi, legge libri, promette e cerca di mantenere, va in bicicletta, promuove la libertà di espressione, gestisce in modo incoerente l'amore la vita il lavoro e la famiglia.Sono una donna e come tale mi nascondo spesso tra le pieghe di un disegno e penso al nostro futuro.
RESTA CON ME E PRENDIAMO FIATO INSIEME
17:50
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (3)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
martedì, 26 luglio 2011
Senza l’essenza
Frugo fugace dentro il cuore , spingo all’eccesso il senso di amore.
Cammino scalza alla ricerca di un non girasole, e quante volte mi devi ancora chiedere che c’è.
C’è che le mani se ne stringono tante, che il freddo a luglio è come l’arrivo dell’autunno, che se potessi annegherei i pensieri in un pacchetto di pop corn gigante e in un libro che spiega di Ganesh. Mi infatuo di ipotesi e racconti ,nella fiaba dei tre porcellini vorrei essere il lupo e soffiare e distruggere. Mi cerco nella ricerca disperata di un bel disegno da stampare sulla pelle che mai mi faccia perdere la traccia di quello che è e di quello che tutto diventa. Surrogata in una cannuccia di succo di frutta stabilire un contatto più diretto con un dio che ti aggiunga alla sua lista di contatti e sperare che nel social network qualcuno senta l’esigenza e il bisogno di avermi per un tempo indeterminato part time. Stilosa e compatta dentro una scatola di converse raggomitolo esempi di vita e lascio che un pensiero adolescenziale mi porti lontano in meditazione. E’ il fuso orario che ci divide è il primo libro che riesco a finire senza aver preso giorni di permesso e ferie, è l’hamburger fatto in casa con il pane abbrustolito a consolarmi è l’ipotesi di un complotto a rendermi più arrogante e impertinente. Seduta sul gradino del rimorso mi assaggio e mi sistemo questo nuovo colore di capelli, che a mio avviso mi rende molto meno ambigua e più intraprendente. Ragion per cui se proprio devi abbandonarmi fallo in modo rumoroso e inadeguato che io possa lanciarti ancora quello sguardo di quando uno è ferito e non lo nasconde. Senza l’essenza siamo solo parole e noia.
13:41
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (2)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook
mercoledì, 20 luglio 2011
Bella
Bella la tenerezza quando ti si arrampica sulla schiena e chiede attenzione, bella la sera quando davanti a me trovo un buon bicchiere di vino e l'orizzonte del mare.Bella la tua serenità quando spunta da dietro l'angolo che non me l'aspettavo.Non mi aspettavo di commuovermi ancora pensando alla prima volta che sono riuscita a pedalare da sola, e quella mano che ha lasciato la bicicletta e quella sensazione finalmente di libertà.Bello il sapore che ti da la vittoria, vincere una paura, vincere una gara, vincere i pregiudizi su una donna appena rientrata dalla maternità e già capace di sognare.Così mi invento parole nuove quelle che tu mi metti in bocca e mi ripeti convinto e tenace.Bella la doccia d'estate, quando il caldo ti appiccica i vestiti sul ventre ed il sudore sà di sale, quando stremata ti nascondi sotto il getto dell'acqua e ripulisci i pensieri.Ed è vero quando dici che sarei sempre in giro, perchè è bella la valigia e il paesaggio che mescola i suoi colori dal finestrino, e le ferie che sono sempre troppo corte da fotografare.
Bella la trsistezza quando ti fa decidere di tagliare i capelli e fare un nuovo progetto nel quale credere e sperare.
Enrico hai un anno e mezzo ed abbiamo festeggiato con il tuo primo taglio di capelli.Sei di una bellezza disarmante con i tuoi occhi intraprendenti e la bocca che sembra un cuoricino appoggiato lì.Il tuo vocabolario comprende una serie di parole fondamentali e non trascurabili tra le quali campanaro, buon lavoro , ciambella che tu abbrievi con bella. Hai un ventuno di scarpa e porti le crocks con un eleganza da lord.Ti piace la piscina e la palla e da pochi giorni ascolti a bocca a aperta le storie che ti leggo prima di andare a dormire.Tra i tuoi must ci sono sempre Valentino ed il ciuccio ma non disdegni neanche riempirti la bocca di cibo e contemporaneamente ridere.
E poi sembri felice di una felicità accattivante quasi da invidia quindi tutto il resto alla fine risulta quasi noioso e trascurabile.
Sono innamorata perchè l'altro giorno in bicicletta mi hai detto "mamma bella!" e non mi importa se tu ti riferivi alla ciambella che si era staccata dal porta pacchi ed era rimasta sull'asfalto kilometri da noi
13:45
Scritto da: gennymell
| Link permanente | Commenti (7)
|
Segnala
| OKNOtizie |
Facebook


